Opinioni

L’Espresso prosciolto dall’accusa di aver diffamato Ilaria Capua

L’inchiesta del settimanale L’Espresso dal titolo “Trafficanti di virus” non ha diffamato la virologa Ilaria Capua. Lo ha stabilito il gip di Velletri, Gisberto Muscolo, che ha archiviato la posizione dei giornalisti Lirio Abbate, vicedirettore del settimanale, e Luigi Vicinanza, ex direttore. Anche la Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, sollecitata dal legale di Abbate, l’avvocato Paolo Mazza. Ilaria Capua, assistita dall’avvocato Giulia Bongiorno, si era opposta. Il gip ha ritenuto che l’articolo fosse “una fedele ricostruzione delle risultanze investigative acquisite dalla Procura della Repubblica di Roma e non sia una semplice invettiva personale ai danni della Capua, dato il concreto interesse della collettività a conoscere tale vicenda ad alto impatto sociale”, recita la motivazione. Sempre secondo il gip, “i termini, le frasi e le immagini utilizzate” nella copertina del settimanale, sono “artifizi e mere enfatizzazioni letterarie, impiegati per una personale ma fedele ricostruzione dei fatti, senza avere un carattere denigratorio e lesivo alla reputazione della querelante”.

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Ilaria Capua è stata prosciolta nel luglio 2016 dal GUP di Verona insieme ad altri dodici imputati dall’accusa di traffico illecito di virus dell’influenza aviaria. L’inchiesta era stata avviata nel 2013 dai carabinieri del NAS e coordinata dalla procura di Roma prima di essere trasferita. All’epoca della pubblicazione della notizia su L’Espresso la Capua finì sulla graticola:

«Alcuni, di destra e di sinistra, mi rincuorarono: “Sono accuse che cadranno”. Altri mi linciarono. Come in commissione cultura dove il grillino Gianluca Vacca mi aggredì con una violenza… Scoppiai a piangere. Lì, in commissione, davanti a gente che conoscevo appena. Un’altra grillina, l’onorevole Silvia Chimienti intimava sulla sua pagina Facebook: “Traffico illecito di virus. Nel dubbio dimettiti!”. Di colpo ero una appestata».

Certi furono ancora più duri, come i frequentatori della pagina Facebook «noivotiamoM5S». Le rileggo qualche commento: «Poi la fanno ministro della sanità, troia». «Grandissima zoccola!» «Se la notizia fosse vera, meriterebbe di iniettarglielo a forza il virus…» «Hija de puta». «Iniettatela a lei!!!!» «Alla gogna!!!!».
«Non volevo neppure vederli, quei commenti. Li ho letti dopo. Odio puro. Odio. Sul niente».

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