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«Il reddito di cittadinanza agli Spada e ai De Silvio»

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reddito di cittadinanza spada de silvio

Angelo De Silvio, appartenente alla nota famiglia, condannato per estorsione, usura, oltraggio a pubblico ufficiale, percepisce il reddito di cittadinanza. E non è il solo. Come lui percepisce il reddito anche sua nuora, Liana Spada, condannata, in via non definitiva, per spaccio. Entrambi sono stati giudicati pericolosi socialmente con l’applicazione della sorveglianza speciale dal Tribunale di Frosinone. E’ quanto racconta l’inchiesta di Sara Giudice e Nello Trocchia che andrà in onda integralmente stasera alle 21.15 a Piazzapulita su La7.

Luigi Di Maio aveva scritto su Facebook che ” chi fa parte del clan Spada non prenderà un solo euro. Nemmeno uno! Ho già chiesto personalmente di fare le opportune verifiche sul caso”, quando Il Messaggero raccontò di alcuni membri della famiglia Spada in fila a chiedere il sussidio a Ostia. “Ci stanno mandando in carcere a noi, hanno mandato in carcere i miei figli per stupro, cosa che noi non facciamo. Io reggente di un clan? Oh Signore no! Ma stamo a scherza’?”, dice De Silvio nel video.

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La legge sul reddito di cittadinanza non prevede però – nell’elenco dei reati che ne escludono la percezione – quelli per usura, estorsione, spaccio e furto. Mentre sono inclusi reati come associazione mafiosa, terrorismo, truffa ai danni dello Stato, scambio elettorale politico mafioso, strage, ecc. Proprio oggi la Guardia di Finanza di Frosinone ha denunciato 37 persone che percepivano il reddito di cittadinanza senza averne il diritto. Ma il comandante provinciale Alessandro Gallozzi – ai microfoni di Piazzapulita – ha spiegato che “tra quelli destinatari della revoca non ci sono soggetti che hanno commesso reati come usura, spaccio o estorsione”, come nel caso di De Silvio e Spada. Qualche mese fa scoppiò invece il caso di Federica Saraceni, ex terrorista che stava scontando la sua pena alla detenzione domiciliare (e non agli arresti, come sostenevano i politici) ma a cui prima la Lega e poi il MoVimento 5 Stelle volevano togliere il reddito di cittadinanza. Nella legge c’è scritto espressamente che il beneficio può essere chiesto, nuovamente (e quindi anche per la prima volta) se sono trascorsi dieci anni da una condanna.

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Da: Gazzetta ufficiale