Economia

Il credito d’imposta per il bancomat

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I commercianti che faranno usare il POS e il bancomat ai loro clienti dal 2020 avranno un credito d’imposta. La soluzione della Legge di Bilancio 2020 arriva dopo i tanti tentativi di far abbassare il prezzo delle commissioni, tutti falliti. Intanto scatteranno le multe per chi non accetta il POS, ma con il trucco.

Il credito d’imposta per il bancomat

Nel decreto fiscale è stato inserito un comma che introduce un credito di imposta pari al 30 per cento (quello per i benzinaia è il 50%) dei costi delle commissioni sostenute per ogni singolo pagamento per esercenti di piccole-medie dimensioni (dunque non i supermercati per intendersi) che nell’anno antecendente all’entrata in vigore del provvedimento (1° luglio 2020) abbiano conseguito ricavi per 400 mila euro. Spiega oggi Il Sole 24 Ore che stando ai calcoli eseguiti dalla Ragioneria sulla base dei dati delle dichiarazioni Iva del 2018, il provvedimento dovrebbe interessare una platea di 2,1 milioni di soggetti Iva con un giro d’affari complessivo di 108 miliardi di euro per un reddito medio di 50 mila euro. Il calcolo sale a 3,1 milioni di utenti per un giro d’affari di 173 miliardi di euro se si includono un milione di soggetti che aveva aderito al precedente regime dei forfettari e ai quali viene attribuito un valore prudenziale dei ricavi di 65 mila euro pro capite. L’onere annuo a carico dello Stato a regime viene calcolato in 53,9 milioni.

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Le transazioni elettroniche in Italia (Il Messaggero, 16 ottobre 2019)

Repubblica scrive che la misura sui Pos è una delle ultime novità del decreto fiscale, che ancora attende la bollinatura finale della Ragioneria generale per essere inviato al Quirinale per la firma. Nelle ultime bozze compaiono anche altri aggiustamenti, dall’Imu sulle trivelle che diventa una vera e propria imposta ad hoc (Impi, imposta immobiliare sulle piattaforme marine) agli acconti per le partite Iva che scendono al 90% quest’anno per passare, a regime, a due versamenti del 50% l’anno. Per coprire la riduzione dell’acconto 2019 (oltre 1,4 miliardi), il prestito per Alitalia che sale a 400 milioni, il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi (670 milioni) e altri interventi di minore entità (come i 14 milioni aggiuntivi per i seggiolini anti-abbandono) il governo mette mano alle poste non impegnate dei ministeri.

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