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Da Romano Prodi a George Soros: i sovranisti impazziti alla ricerca di “chi c’è dietro” le Sardine

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Al grido di Modena non si Lega le Sardine hanno riempito Piazza Grande, mentre Matteo Salvini “per colpa della pioggia” ha dovuto rinunciare alla passeggiata per le vie del centro. Ma il successo del movimento delle sardine non piace ai sostenitori della Lega. Due giorni fa la Verità (il quotidiano di Maurizio Belpietro) aveva rivelato come dietro alla manifestazione di Bologna ci fosse addirittura Romano Prodi. Le prove? Nessuna.

Il complotto di Prodi per farsi eleggere Presidente della Repubblica

Con il passare dei giorni la versione originale del “teorema” che vuole che le Sardine non siano affatto un movimento spontaneo si è arricchita di nuovi particolari. Prendiamo il caso di Modena. C’è chi sostiene che le migliaia di persone in piazza ieri sera non siano di Modena ma «qualche universitario fuori sede e altri skizzati da centro sociale» che «si danno appuntamento via WhatsApp» su un gruppo «organizzato da tempo» perché tanto «paga Prodi con i soldi di Soros». I “rimborsi” avverrebbero tramite PayPal o anche ricariche telefoniche. Insomma tutto perfettamente organizzato. Se non fosse che l’organizzazione delle sardine passa principalmente attraverso eventi su Facebook.

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Ma l’importante è creare una realtà alternativa dove il leghisti che vengono portati con torpedoni organizzati dal partito a Roma o al Paladozza sono la dimostrazione che il popolo della Lega esiste davvero; se in piazza ci vanno gli altri invece è chiaramente perché sono pagati da Romano Prodi che si fa passare i soldi dal temibile Soros, che ormai è al centro di ogni complotto italico (chissà se ha già preso la residenza).

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E se non è ancora chiaro cosa ci guadagna Soros (ma sicuramente lo sapremo presto) qualcuno ha già scoperto perché Prodi ha “inventato” le Sardine. Lo fa per «essere nominato presidente della Repubblica dopo Mattarella» scrive una sovranista.

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E poco importa che il Capo dello Stato venga eletto e non “nominato”, che nel 2022 Prodi avrà 83 anni e che quando davvero era in lizza per il Quirinale venne impallinato brutalmente (fu eletto Napolitano per il secondo mandato). Alla fine però si torna sempre al complotto dell’ebreo Soros (chissà perché c’è sempre un ebreo a capo dei complotti scoperti dalla destra) che con le ONG ci riempie di immigrati mentre con le sardine mette a ferro e fuoco le nostre città per impedire il cambiamento promosso da Salvini.

Aiuto arrivano le sardine di Soros

Ormai non è nemmeno più importante chi siano le “Sardine”. Siti sovranisti parlavano di “islamici arruolati dal PD” per organizzare la manifestazione di Modena. Altrove si fa dell’ironia sul fatto che i due organizzatori della manifestazione di ieri sera non avessero un cognome “modenese” ma fossero di origini italiane al 100%. Uno è libanese l’altra ha i genitori tunisini. Sono quelli che si sentono italiani ma che per gli italiani “originali” sono cittadini di serie B.

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Ma non sono solo gli “islamici” ad essere oggetto dell’odio. «Le sardine servi di mortadella detto Prodi», scrive uno commentando un video della piazza di Modena di ieri sera. E se vi chiedete da dove arrivi questo odio la risposta è che arriva anche da quelle testate giornalistiche che hanno diffuso la notizia del coinvolgimento di Prodi, senza portare uno straccio di prova.

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C’è chi prova a spiegarla in maniera più semplice dicendo che quelli che vanno in piazza sono stati mandati da «curia, PD e centri sociali foraggiati dalla regione» che però devono nascondersi «dietro due maghrebini» (anche se il Maghreb è una regione ben precisa che non comprende affatto il Libano). Non si capisce se lo sconcerto è dovuto al fatto di vedere delle piazze piene che non sono state riempite da Salvini (lui la gente la porta in pullman) oppure si finge di sorprendersi che una piazza possa anche essere “di sinistra”.

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Perché anche se a Modena e a Bologna non c’erano bandiere di partito non ci vuole un genio per capire da che parte stanno quelli che vanno al flash mod delle sardine. In fondo basta partire da un semplice dato di fatto: è una manifestazione contro Salvini e contro la Lega. Eppure proprio quelle piazze dimostrano (come i girotondi e il popolo viola) una debolezza intrinseca del Partito Democratico (e in secondo luogo del M5S) che non sono in grado di organizzare eventi del genere. I sovranisti e i sovranari dovrebbero gioire del fatto che siano le sardine e non il PD a riempire le piazze perché non sono loro l’avversario politico di Salvini. E il fatto che il leader della Lega “scappi” dalle sardine dimostra come il Carroccio abbia fino ad ora sottovalutato la portata mediatica del movimento. Il centrosinistra però deve avere ben chiaro che quelle sardine potrebbero non essere tutti voti per Bonaccini. La strada verso il 26 gennaio è ancora lunga.

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