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I 15 deputati M5S pronti a lasciare

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lorenzo fioramonti m5s otto e mezzo - 1

Quindici deputati del MoVimento 5 Stelle sono pronti a lasciare il gruppo alla Camera per formare un nuovo insieme guidato da Lorenzo Fioramonti. Il Messaggero fa i nomi dei papabili dell’esodo che colpisce il M5S per l’ennesima volta da quando è in Parlamento. Racconta oggi Il Messaggero:

La lista di deputati pronti a lasciare Di Maio è composta da Massimiliano De Toma, Rachele Silvestri, Roberto Rossini, Roberto Cataldi, Nadia Aprile, Gianluca Rospi, Nunzio Angiola, Andrea Vallascas e altri parlamentari alla prima legislatura. Molti di questi sono professionisti eletti nei collegi uninominali, molti di questi – secondo il sito www.tirendiconto.it non risultano in regola con le restituzioni dovute al Movimento, come Fioramonti.

E dunque, secondo le regole grilline, se non correranno al bancomat entro il 31 dicembre finiranno sotto le cortesi attenzioni dei probiviri, rischiando nei casi più gravi l’espulsione: «Stiamo facendo riflessioni sul momento politico, il M5S non è più quello che conoscevamo», ripetono un po’ tutti gli scissionisti. Tra di loro ce ne sono «cinque» che, come nelle partite di poker, giocano con le carte coperte.

L’obiettivo infatti è chiaro: arrivare a quota 20. Puntando a formare un nuovo gruppo con l’inserimento degli ex già finiti, per vicissitudini varie, nel gruppo Misto. Qualche nome: Andrea Cecconi, Sara Cunial, Gloria Vizzini e Veronica Giannone. L’idea potrebbe attrarre anche gli eletti con Centro democratico +Europa come Alessandro Fusacchia. I contatti sono in corso, anche in queste ore di festa.

sara cunial m5s 1

Sarebbe oltremodo comico vedere i resti di +Europa che si accordano con Cunial & Co., se non altro per questioni vaccinali. Ma d’altro canto candidò un free-vax (qualunque cosa voglia dire) alle elezioni regionali del Lazio spiegando poi di non sapere che lo fosse (…).

Se la componente degli scissionisti riuscirà a formare un gruppo autonomo a quel punto non è escluso che cambino gli equilibri all’interno del governo. «Perché 20 voti diventerebbero fondamentali come accade adesso per Italia Viva», racconta chi sta lavorando al progetto. E non esclude di chiedere al premier «un riconoscimento». Chi invece, dopo tante indiscrezioni, non farà parte della compagnia è Giorgio Trizzino, medico palermitano, a capo della corrente dei “competenti”.«Rimango dove sto – dice a Il Messaggero – ma sarò una spina nel fianco del Movimento per spronarlo a fare meglio. Fioramonti? Trovo la sua mossa non corretta, soprattutto per le sfide che attendono la scuola e l’Università».

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