Economia

Bruno Crastes, H2O e i problemi di liquidità (altrui)

«Al massimo siamo arrivati ad avere questo tipo di titoli per 1,4 miliardi di euro, su un totale di 34 miliardi di attivi in gestione. A fronte di questi, però, il 95% del portafoglio è sempre stato liquidissimo. Ora il 98%.

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Bruno Crastes, dominus del fondo H2O, rilascia oggi un’intervista al Sole 24 Ore per spiegare cosa è successo ad H2O dopo la vendita dei bond senza rating e la svalutazione dei fondi. Crastes spiega cosa è successo e accusa: sono altri ad avere problemi di liquidità.

Erano principalmente obbligazioni di piccole aziende, senza rating, con elevati rendimenti. Si trattava spesso di società in situazioni di turnaround, dunque in fase di rilancio e ristrutturazione.

Per calmare il mercato ne avete venduti per circa 300 milioni in un giorno: come avete fatto visto che sono illiquidi? Chi li ha comprati?
Non posso dirle chi li ha acquistati, è confidenziale. Ma le confermo che ne abbiamo venduti per circa 300 milioni. Così ora, dopo aver svalutato i rimanenti, ne abbiamo per meno del 2% dell’intero portafoglio.

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Li avete venduti a Natixis?
No, assolutamente. Li hanno comprati tre investitori, ma non posso dire chi. Comunque li abbiamo ceduti sul mercato con trasparenza. Certo, a sconto, ma già erano a sconto nei nostri portafogli. La loro vendita non ha avuto impatto sulle nostre performance. Vorrei però che fosse chiara una cosa.

Quale?
È sbagliato pensare che il problema siano i titoli palesemente illiquidi. Noi ne avevamo e ne abbiamo, ma la liquidità media del nostro portafoglio è sempre stata elevata. Il vero problema nell’industria del risparmio gestito è lo “spostamento” di liquidità: cioè il fatto che alcuni titoli considerati liquidi possono diventare illiquidi quando accadono certi eventi sul mercato. Mi spiego meglio: oggi tanti fondi sono pieni di titoli considerati liquidi, ma che potrebbero non esserlo più in situazioni di stress sul mercato. Il problema risiede insomma nell’instabilità del punteggio medio di liquidità all’interno dei portafogli. Noi abbiamo sempre evitato di comprare titoli che corrono questo rischio: abbiamo titoli liquidissimi (come quelli di Stato) e una porzione di illiquidi. Tanti invece questo rischio lo corrono. Il pericolo è per loro, non per noi.

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