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Gregoretti: cosa può succedere a Salvini oggi a Catania

Oggi il Gup di Catania dovrà decide se rinviare a giudizio Matteo Salvini per il caso della nave Gregoretti. L’accusa per l’ex ministro dell’Interno, che rivendica la “difesa del suolo italiano” è di sequestro di persona aggravato. Tenne in ostaggio 131 migranti. Come può andare a finire

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Oggi a Catania il Gup, il giudice per l’udienza preliminare, valuterà se sussistono gli elementi per rinviare a giudizio Matteo Salvini per il caso della nave Gregoretti. Lo farà valutando le accuse contestate dal pubblico ministero  e le ragioni della difesa del leader della Lega,  accusato di sequestro di persona aggravato.

Gregoretti: cosa può succedere a Salvini oggi a Catania

Salvini mentre era ministro dell’Interno, impedì per più di tre giorni lo sbarco di 116 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale dalla nave Gregoretti, unità della nostra Marina militare. Il gup potrebbe anche decidere per l’archiviazione. L’udienza di oggi dovrebbe esaurirsi nella costituzione delle parti. Scrive oggi Repubblica che mentre la Procura confermetà la richiesta di non luogo a procedere il giudice Nunzio Sarpietro è invece intenzionato a domandare gli atti di altri sbarchi:

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Perché è così, con la richiesta di acquisizione di nuovo consistente materiale probatorio che, con tutta probabilità, si concluderà oggi l’udienza preliminare che vede l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini accusato di sequestro di persona aggravato per aver trattenuto per cinque giorni a bordo della nave della Guardia Costiera Gregoretti 131 migranti soccorsi nel Mediterraneo a luglio 2019. «Viviamo un momento di sospensione della democrazia. Il mio processo è una violenza alla Costituzione. Non avrei mai pensato di finire in tribunale, ma non mi vergogno. Dormo tranquillo con la mia compagna e vado con il rosario in tasca. Ho piena fiducia nella magistratura e penso che il processo non ci sarà proprio», dice Salvini scaldando alla vigilia la piazza dei suoi fan. Ma non finisce qui, oggi, con un non luogo a procedere come spera Salvini e come tornerà a chiedere la Procura che questo processo non l’ha mai voluto. E non si arriverà neanche a un rinvio a giudizio tout court come indicato dal tribunale dei ministri che ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione a procedere.

Gregoretti: i fatti contestati a Salvini

I fatti che vengono contestati a Salvini risalgono a luglio 2019, l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti è stata concessa dal Senato nel febbraio 2020. Ma cosa accadde esattamente? Salvini, come dice, difese soltanto “i confini nazionali, tutelando gli italiani” o abusò del suo potere tenendo in ostaggio anche una ventina di minorenni? La nave Gregoretti (CP 920) è un’unità navale della Guardia Costiera italiana. Il 26 luglio 2019 accoglie a bordo  cinquanta migranti salvati dal peschereccio battente bandiera italiana Accursio Giarratano e altri 91 salvati da un pattugliatore della Guardia di Finanza. Entrambi gli interventi avvengono in acque Sar (Ricerca e soccorso) maltesi. Tra i migranti sei sono bisognosi di cure urgenti e vengono fatti sbarcare nel porto più vicino, quello di Lampedusa. Per gli altri, annuncia Salvini, ha dato, come ministro dell’Interno, disposizione che non venga consentito lo sbarco sul suolo italiano finché altri paesi europei non concorderanno con l’Italia un piano di redistribuzione. E’ la messa in pratica della politica dei porti chiusi, quella predicata da sempre dal leader leghista.

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La Gregoretti si dirige verso Augusta, in provincia di Siracusa, dove rimane alla fonda nel molo Nato, in attesa dell’autorizzazione allo sbarco. La nave della capitaneria di porto, però, non può reggere a lungo quel carico di persone: non possono essere garantite le necessarie misure igienico-sanitarie, innanzitutto. E tra i migranti – siamo in piena estate e il caldo si fa sentire – c’è chi comincia ad avere problemi di salute. Solo il 29 luglio, il Viminale acconsente allo sbarco di quindici minori. Il giorno prima era stato consentito di scendere dalla nave a una donna incinta all’ottavo mese, al marito e ai loro due figli. Passeranno sei giorni dall’inizio della vicenda prima che tutti gli altri migranti vengano fatti sbarcare: in 116 verranno trasferiti nell’hotspot di Pozzallo (Ragusa) e smistati nei cinque Paesi dell’Unione europea che, nel frattempo, hanno dato la disponibilità ad accoglierli. Sono Francia, Germania, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. Cinquanta migranti, invece, restano in Italia, dopo che della loro sistemazione si fa carico la Cei, la conferenza episcopale italiana.

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La magistratura, intanto, ha già cominciato a interessarsi della vicenda Gregoretti. E’ il 30 luglio quando sul pattugliatore della Marina militare sale il procuratore di Siracusa Fabio Scavone per accertarsi delle condizioni igienico sanitarie a bordo. La procura apre un’inchiesta ma nessuno viene iscritto nel registro degli indagati. Sarà la procura distrettuale di Catania ( il reato di sequestro viene considerato materia di una direzione distrettuale)ad aprire una inchiesta su Salvini per sequestro di persona. Il 21 settembre è lo stesso pubblico ministero Andrea Bonomo a fare richiesta di archiviazione, motivandola con il fatto che “l’attesa di tre giorni non può considerarsi una illegittima privazione della libertà”, visto che le “limitazioni sono proseguite nell’hotspot di Pozzallo” e che “manca un obbligo per lo Stato di uno sbarco immediato”.  Inoltre sulla nave “sono stati garantiti assistenza medica, viveri e beni di prima necessità” e “lo sbarco immediato di malati e minorenni”. Gli atti vengono trasmessi al tribunale dei ministri di Catania che ha 90 giorni di tempo per rispondere. Il tribunale dei ministri decide di chiedere al Senato – Salvini, ormai ex ministro, è un senatore, l’autorizzazione a procedere: Salvini è indagato. Secondo l’accusa, il leader leghista “abusando dei poteri” da ministro dell’Interno avrebbe “privato della libertà personale i 131 migranti bloccati a bordo della nave Gregoretti della Guardia Costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio” successivo, quando è arrivato il via libera allo sbarco nel porto di Augusta (Siracusa). Il tribunale contesta a Salvini anche di avere “determinato consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale” dei migranti “costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche” sulla nave Gregoretti. Il 20 gennaio arriva il via libera al processo al leader della Lega dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, un mese dopo quello dell’assemblea di Palazzo Madama.

Il precedente della nave Diciotti

Rispetto all’analoga vicenda della nave  Diciotti, per la quale non è stato autorizzato il procedimento a carico di Salvini, il leghista non è più al governo, e i suoi alleati dei 5 Stelle che lo avevano salvato hanno nel frattempo dato vita alla nuova maggioranza giallo-rossa con il Pd. E il 3 gennaio la mossa dei legali del leader della Lega è quella di depositare una memoria alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari in cui viene tirato in ballo tutto il governo: “Matteo Salvini – scrivono – ha agito nell’interesse dell’Italia, col pieno coinvolgimento di Palazzo Chigi e dei ministeri competenti, in modo perfettamente sovrapponibile a quanto accaduto per la nave Diciotti. Una vicenda, quest’ultima, che aveva convinto il Senato (20 marzo 2019) a negare l’autorizzazione a procedere nei confronti del titolare dell’Interno”. In un’intervista del 13 gennaio al Corriere della sera, Conte chiarisce: “Tutta la fase decisionale è stata gestita dall’allora ministro dell’Interno, che l’ha anche rivendicata”. 

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