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Giulia Sarti, Bogdan Tibusche e la storia dei video hard

Mentre Giulia Sarti non dà segni di vita se non attraverso Il Fatto Quotidiano, che in questi giorni ha fornito la versione della deputata sulle accuse a Bogdan Tibusche alias Andrea Di Girolamo, suo ex fidanzato e collaboratore accusato di essersi appropriato dei soldi destinati al fondo per il microcredito, le Iene ci raccontano in un servizio di Filippo Roma particolari e dettagli della vicenda che ha portato la presidente della Commissione Giustizia alle dimissioni e sull’orlo dell’espulsione dal MoVimento 5 Stelle.

Giulia Sarti, Bogdan Tibusche e la storia dei video hard

La prima scena vede Giulia Sarti in ambasce mentre telefona a Rocco Casalino nell’ormai famoso colloquio di qualche giorno fa in cui ha ribadito che non è vero che lui e Ilaria Loquenzi l’avevano convinta all’epoca a denunciare Bogdan Tibusche. La Sarti, quasi in lacrime, parla del tumore al cervello di Tibusche giustificando con quella notizia la scelta di dargli i soldi destinati al microcredito.

giulia sarti bogdan tibusche

Che però quel tumore fosse un’invenzione è già agli atti dell’indagine di cui la procura di Rimini ha chiesto l’archiviazione. Non si capisce perché Sarti ne parli come di una cosa vera dopo che è passato tanto tempo e dovrebbe aver almeno metabolizzato la truffa.

La Gola Profonda delle Iene su Rimborsopoli

Già che c’è, Filippo Roma delle Iene rivela che a svelare la storia della Rimborsopoli e i giochini sui bonifici annullati furono Lorenzo Battista e Fabrizio Bocchino, due ex senatori del MoVimento 5 Stelle che erano stati espulsi insieme ad Alberto Orellana e Francesco Campanella il 14 febbraio 2014 dal M5S, aderendo successivamente a MDP ma senza ricandidarsi alle elezioni 2018.

lorenzo battista fabrizio bocchino rimborsopoli

E così cade anche l’ipotesi dei “servizi segreti” che era stata fatta da Mario Giarrusso per spiegare il leak di informazioni arrivate fino alle Iene. Che poi ci raccontano anche la storia di Cecconi e Martelli, che si sono tenuti gran parte delle presunte restituzioni e oggi sono in Parlamento anche se non fanno parte del gruppo del M5S. E tocca anche a Maurizio Buccarella, che non ha rinunciato al seggio e si trova al Senato: a un anno di distanza l’azione di risarcimento danni annunciata da Di Maio non è mai stata fatta e soltanto otto sono stati denunciati. Gli altri, tra cui la senatrice Lezzi, sono rimasti al proprio posto.

L’intervista a Giulia Sarti e Bogdan Tibusche 

Poi Roma va a sentire la versione di Bogdan Tibusche. Che nega di aver fatto bonifici all’insaputa di Sarti, racconta di aver fatto un accordo con lei per un affitto a Salerno e insinua che la Sarti avesse altre spese oltre alle sue esigenze di fidanzato a Salerno anche se, come ci fa sapere lo stesso Tibusche, “la carta prepagata in questione era in mio uso esclusivo quindi riconducibili a me e a me soltanto” e non quindi a Maria Stanzione.

Si arriva finalmente alla chat su Telegram, nella quale la Sarti dice a Bogdan che Ilaria Loquenzi e Rocco Casalino l’hanno convinta a denunciarlo; il portavoce del presidente del Consiglio dice che alcuni messaggi su Whatsapp vengono cancellati perché non ha abbastanza memoria sul cellulare; poi finalmente telefona alla Sarti che conferma di non aver mai ricevuto richieste di denuncia da parte dello stesso Casalino.

giulia sarti bogdan tibusche 2

Nella telefonata la Sarti tira fuori anche un po’ di tecnica di comunicazione alla M5S: “Non c’è alcuna archiviazione”, dice, e infatti nessuno ha scritto che la sua inchiesta è stata archiviata: si è invece correttamente scritto che c’è una richiesta di archiviazione a cui la difesa di Sarti non si è opposta. Poi dice che il famoso messaggio su Casalino e Loquenzi lo ha scritto prima di sapere che Bogdan la truffasse, cosa abbastanza irrilevante, e poi continua a dire che si trova in Aula e non può urlare, continuando a urlare e cominciando a piangere quando parla del (falso) tumore di Tibusche.

Le chat di Giulia Sarti, Dedo e Luca e i filmini hard

Intanto Bogdan fa sapere che la Sarti ha dato soldi ad altri, tra cui suo padre per comprare un’automobile (7000 euro) e, qui arriva la bomba, mostra anche dei messaggi in cui si parla di 4000 euro speso per i video controlli di “Dedo e Luca”. Di che si parla? Di una storia che arriva alla fine del servizio: “Siamo venuti in possesso di una chat di Bogdan con un suo conoscente in cui racconta una storia di video hard che coinvolgerebbero l’onorevole Sarti e di cui lui si dichiara in possesso”.

giulia sarti video hard

Ovvero, “Video hard che sarebbero stati realizzati da telecamere piazzate in una camera da letto. Si tratta di quei videocontrolli del costo di 4000 euro di cui Bogdan vuole parlare? Si tratta di uno spaccone che spaccia storie su una deputata della Repubblica? O c’è altro?”.

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