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Il giudice sospende le Regionarie M5S in Sicilia

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Con provvedimenti cautelare interlocutorio il giudice ha sospeso le Regionarie del M5S in Sicilia rinviando la casa al 18 settembre per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei candidati classificatisi in posizione utile per entrare in lista. Claudia Spiga ha così accolto totalmente le richieste di Mauro Giulivi assistito dagli avvocati Lorenzo Borré e Riccardo Gentile, escluso della Regionarie M5S in quanto sospeso secondo lo staff.

Il giudice sospende le Regionarie M5S in Sicilia

Nel provvedimento il giudice “dispone la sospensione l’esecuzione della determina dello Staff del MoVimento 5 Stelle di esclusione di Mauro Giulivi dalla partecipazione alle primarie per le elezioni dei candidati alle elezioni regionali siciliane comunicata il 29 giugno 2017”, “dispone la sospensione dell’esecuzione delle determine di individuazione dei “candidati più votati” alla “regionarie” siciliane pubblicate sul sito internet del MoVimento 5 Stelle in data 4 e 9 luglio 2017” e infine dispone l’integrazione nel contraddittorio nei confronti dei soggetti indicati in dette ultime delibere come utilmente collocati per la candidatura alle elezioni regionali. Nella prossima udienza, fissata per il 18 settembre, il provvedimento potrebbe essere ritirato.
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Nel provvedimento il giudice scrive:

Poiché non risulta (né è stato allegato) che detta adesione dovesse intervenire prima della candidatura proposta on line, e al contrario risulta che nella precedente procedura per le comunarie detta adesione è stata richiesta solo all’esito delle primarie, e poiché il Giulivi è stato escluso da detta procedura, senza formalizzazione di alcun invito alla relativa sottoscrizione, deve escludersi la sussistenza della causa ostativa alla candidatura (mancata sottoscrizione del c.d. codice etico) prospettata dall’associazione resistente.
Né vale in senso contrario richiamare la mancata sottoscrizione del c.d. etico previsto per le comunarie in quanto così facendo si svolgerebbe una non ammissibile prognosi ex ante sulla futura determinazione del candidato al riguardo. D’altra parte anche in detta ipotesi, sulla base della corrispondenza intercorsa tra le parti (cfr e-mail del 7 e 13 febbraio e 30 maggio 2017 del Gulivi), non pare configurabile un rifiuto alla sottoscrizione del codice di comportamento da parte dell’associato. Va quindi accolta, inaudita altera parte, sussistendo il periculum in mora per le ragioni poc’anzi esposte, la domanda cautelare di sospensione degli effetti delle determine di individuazione dei candidati utilmente collocati per la candidatura alle liste regionali.
Deve contestualmente disporsi l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei soggetti indicati in dette ultime delibere come utilmente collocati per la candidatura alle elezioni regionali, onerando il ricorrente del relativo adempimento. In ragione del numero dei litisconsorti e della innegabile esigenza di rapida definizione del procedimento, sussistono i presupposti per prescrivere ex art. 151 c.p.c., che la notifica del ricorso e del presente decreto siano eseguite mediante pubblicazione sul sito internet del MoVimento 5 Stelle.

La soluzione più probabile per la vicenda è che a breve il M5S rifaccia le Regionarie per il solo comune di Palermo consentendo la partecipazione alla competizione anche a Giulivi. Ma contro questa tesi c’è il fatto che il tribunale ha sospeso entrambe le votazioni: anche quella per Cancelleri governatore.

Mauro Giulivi: l’iscritto M5S che chiede l’annullamento delle Regionarie in Sicilia

Per raccontare tutta la storia bisogna tornare indietro di qualche mese. Mauro Giulivi non è un semplice iscritto M5S: oltre a essere il compagno della deputata Chiara Di Benedetto, Giulivi è stato anche l’amministratore del meetup Il Grillo di Palermo: lui, insieme ad altri, aveva presentato una denuncia contro ignoti per la validazione di account di alcuni che erano stati protagonisti del servizio delle Iene sulle firme false di Palermo. Giulivi si definiva ironicamente “uno dei pochi Nutiani” (ovvero, vicini al deputato Riccardo Nuti) “rimasti al mondo”.
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Giulivi ha la bella idea di candidarsi come consigliere alle Comunarie di Palermo che vedranno successivamente la sconfitta dei “monaci” e la vittoria della new wawe palermitana, con Salvatore Ugo Forello che sarà candidato sindaco dopo aver vinto il ballottaggio con il poliziotto Igor Gelarda. Arriva all’undicesimo posto sui 40 disponibili con 62 voti di preferenza e può legittimamente ambire a un posto in Consiglio comunale. Qui però accade il patatrac.

Giulivi e la candidatura negata al consiglio comunale

Giulivi, di cui il candidato sindaco Ugo Forello e tutto il M5S siciliano conoscono perfettamente i precedenti, viene infatti invitato a firmare il “Codice di comportamento per i candidati ed eletti del MoVimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Palermo 2017”. «In pratica – racconterà lui successivamente su Facebook – si chiedeva, con un preavviso di 2 ore e 30 minuti, di recarmi presso una fantomatica sede e firmare un documento, mai letto prima, indispensabile per confermare la mia candidatura. Dal momento che ho “sfortunatamente” un lavoro, non ho potuto né leggere, né recarmi in via Scrofani entro le ore 20».
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Giulivi invia alle 23 e 07 dello stesso giorno una mail allo staff in cui spiega di non aver potuto arrivare in tempo all’appuntamento e poi – povero ingenuo o raffinato troll – pretende addirittura di poter visionare il codice di comportamento che vogliono fargli firmare.
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«Dopo aver inviato la mail – racconta sempre lui – mi sono accorto che l’attuale candidato sindaco del M5S, l’Avv. Ugo Forello, mi aveva estromesso dai canali interni di comunicazione, già alle ore 21:03. In pratica, dopo appena un’ora dalla scadenza dei termini per firmare l’importantissimo codice di comportamento, ero già stato scaricato dal “candidato sindaco”. L’esclusione mi è stata anche conferma da un’agenzia di stampa, uscita nella stessa serata, con i nomi dei 40 candidati tra i quali “curiosamente” non figurava il mio».

Cronaca di un’esclusione annunciata

Giulivi a quel punto fa la fine di tanti prima di lui: non riceve più risposte dallo staff; torna a scrivergli ma nessuno se lo fila. Dopo qualche giorno prende atto del fatto che è stato escluso dalle candidature del MoVimento 5 Stelle al comune di Palermo ma decide di lasciar perdere e di non ricorrere in tribunale, forse anche per quieto vivere. A giugno però si riapre la corsa e stavolta ci sono le Regionarie, ovvero la competizione per decidere chi sarà il candidato governatore e i candidati consiglieri alla Regione Siciliana. Giulivi torna a presentare la sua candidatura ma dieci giorni dopo lo staff gli scrive per fargli sapere che non può candidarsi.
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“Ciao Mauro, abbiamo notato  che hai accettato la candidatura per le regionali siciliane, tuttavia uno dei requisiti per avanzare la propria candidatura è il non avere procedimenti disciplinari in corso ovvero di non aver ricevuto sanzioni disciplinari da parte degli organi del MoVimento 5 Stelle negli ultimi 6 mesi. A tuo carico risulta un procedimento in corso con il Collegio dei Probiviri. Viene quindi meno uno dei requisiti per la candidatura. Pertanto ti comunichiamo che sei stato rimosso dall’elenco dei candidati. Un saluto Lo Staff”, gli scrivono.

Il procedimento disciplinare a sua insaputa

Giulivi non ha ricevuto la comunicazione dell’apertura di un procedimento disciplinare nei suoi confronti, come prescrive il regolamento di Beppe Grillo e come accaduto, in una vicenda diversa, alla consigliera comunale romana Cristina Grancio. Il candidato contesta la decisione e spiega di non aver ricevuto alcuna sanzione disciplinare chiedendo il reintegro nella lista. Ovviamente viene bellamente ignorato e il 4 luglio le primarie si svolgono regolarmente incoronando, qualche giorno dopo, Giancarlo Cancelleri come candidato governatore.
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E intanto nel M5S palermitano serpeggia qualche malumore, visto che tutto questo nasce da un errore di Ugo Forello e dalla sottovalutazione di un caso che è esploso poi. Esattamente come le firme false.

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