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Firme false e forum oscurati, M5S Palermo sull'orlo di una crisi di nervi

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Il MoVimento 5 Stelle a Palermo si spacca. Il caso delle firme false ha mandato in vacca i rapporti interni nel Grillo di Palermo ma adesso la situazione sta sensibilmente peggiorando. Tutto parte dalla denuncia del professore di educazione fisica Vincenzo Pintagro,  testimone del caso delle firme, che il 6 dicembre denuncia su Facebook di non essere abilitato a commentare sul forum del M5S di Palermo: come lui altri attivisti, vicini o testimoni nel caso delle firme false. «Se qualcuno ha qualche dubbio su quali possano essere le regole della democrazia all’interno del M5S potrà contattarmi e sarò ben lieto di dare le opportune delucidazioni . Ma, se cerca ancora di fare ….il furbo, desidero essere chiaro una volta per tutte: è finita la stagione delle furberie ! E’giunto il tempo di allinearsi e seguire le regole, oppure si può sempre scegliere un’altra strada…», dice il prof chiamando in causa anche Luigi Scarpello e Romano Daniele.

Firme false e siti oscurati, M5S Palermo sull’orlo di una crisi di nervi

Qualche giorno dopo Pintagro torna a scrivere e accusa: dice che il forum si trova «nelle mani del cognato di Riccardo Ricciardi e del fidanzato di Chiara Di Benedetto. Pertanto, se da un lato dichiarano che “qualunque cittadino” si può avvicinare al M5S, con l’operato dei signori Marco Giulivi e Francesco Lupo». Due giorni fa annuncia che il suo account è stato finalmente validato. Cosa è successo? È successo che Adriano Varrica, già candidato alle comunarie del M5S oltre che collaboratore parlamentare dei grillini a Bruxelles e involontario protagonista di una polemica per un tentativo di convocare una riunione per parlare delle firme false, si è preso la responsabilità di validare gli account in attesa. Scrive Repubblica Palermo:

Varrica ieri aveva criticato Francesco Lupo, fratello della deputata Loredana Lupo e cognato di Riccardo Ricciardi (altro indagato), chiedendo un confronto sull’opportunità che i coinvolti nell’inchiesta della procura di Palermo prendessero parte alle attività pubbliche di M5S e auspicando maggiore trasparenza nell’utilizzo delle piattaforme informatiche del movimento. Non solo: Varrica, assieme ad altri attivisti, denuncia un’esclusione dal sito del meet-up “il Grillo di Palermo” di cui è stato fondatore.

Ma la decisione evidentemente non piace agli admin. Mauro Giulivi e Loredana Ceruso, gli amministratori del forum, affermano di aver scoperto che “qualcuno”, dall’esterno, ha ammesso alla piattaforma senza alcuna autorizzazione una sessantina di militanti che erano da tempo in lista d’attesa. La reazione di Giulivi è tranchant: il sito viene immediatamente oscurato. “Voglio avere la certezza che nessun dato sia stato compromesso. Ho deciso quindi di sporgere denuncia contro ignoti anche a tutela dei dati personali di tutti”, scrive in una mail agli utenti. Giulivi, che è il compagno di De Benedetto e «uno dei pochi nutiani rimasti al mondo», fa parte quindi della corrente che è attualmente nei guai e vede quattro dei suoi esponenti (Nuti, Busalacchi, Mannino, Di Vita) sospesi d’autorità dal collegio dei probiviri per le firme false. «…mi sono avvicinato a questo cazzo di Movimento per spalare la merda dai giardinetti pubblici e non per cercare di far eleggere come Sindaco un mio amico..», scrive sempre lui su Facebook.
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La guerra per le comunarie

A questo punto scoppia il caos. E distintamente vengono fuori le forze in campo: tra i dissidenti è molto popolare l’avvocato Ugo Forello di Addiopizzo il cui collega di studio difende la deputata regionale Claudia La Rocca, l’unica che davanti al pubblico ministero ha risposto alle domande del magistrato chiamando in causa gli altri attivisti e autoaccusandosi nella vicenda. Forello era stato tra i candidati contro cui si erano scatenati una serie di veleni alla vigilia di Palermo5Stelle, così come il poliziotto e sindacalista Igor Gelarda, che su Facebook torna a chiedere l’intervento di Grillo, parlando anche di pubblicazione di foto “inappropriate” e di “veleni di ogni tipo”: «Purtroppo ho l’impressione che il movimento palermitano si stia comportando come un qualsiasi partito, diviso tra correnti e odi. A questo punto, per evitare che si perda definitivamente la faccia, secondo me è necessario un intervento forte, io spererei proprio fisico, di Beppe Grillo su Palermo».

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Lo status di Igor Gelarda, candidato alle Comunarie M5S

Ma Grillo oggi è a Roma per risolvere un’altra grana: quella delle dimissioni di Paola Muraro. In più nei giorni scorsi Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino hanno chiesto di affrontare il caso della loro sospensione dal M5S durante l’assemblea plenaria di deputati e senatori a 5 Stelle di Roma. È arrivato un no dai capigruppo ma la proposta, avendo raccolto il numero necessario di firme, dovrà essere comunque discussa in questi giorni. La rissa di Palermo però probabilmente scatenerà ancora la rabbia dei vertici del M5S nei confronti dei “monaci” nutiani. Che rischiano così di fare la fine dei capri espiatori: la vicenda delle firme false a 5 Stelle parte in contemporanea con le Comunarie di Palermo e sicuramente non è estranea alla competizione. Chi aveva in custodia le firme può aver collaborato con altri con lo scopo di mettere fuorigioco i candidati “sgraditi“. Per avvantaggiarsene o per procurare vantaggio a chi ritiene un amico. Magari per avere qualcosa in cambio dopo. Anche se evidentemente gli è scappata la mano. Oggi le Comunarie sono sospese. E se fossero indette è difficile che i candidati del Grillo di Palermo possano farcela, visto che volano stracci giudiziari. Così come sarebbe difficile per gli onorevoli palermitani ripresentarsi per una riconferma della candidatura alle prossime elezioni politiche, ad oggi.

Leggi sull’argomento: L’ipotesi di complotto sulle firme false a 5 Stelle