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La doppia morale del MoVimento 5 Stelle sui politici impresentabili

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Da qualche giorno Francesco Storace, ex Presidente della Regione Lazio e leader del Movimento Nazionale per la Sovranità, ha preso di mira Virginia Raggi e un suo assessore. Stando ad alcuni messaggi pubblicati da Storace “un assessore della Raggi ha uno stretto congiunto coinvolto in una brutta storia di pedofilia”. Il leader del MNS si chiede se la Raggi sia informata di questa circostanza e ha continuato a stuzzicare la sindaca e gli attivisti pentastellati rispetto alla situazione di questo assessore “impresentabile”.

Il fratello di Alessandro Gennaro a processo per pedofilia

In un’intervista al Giornale Storace è entrato nei dettagli parlando di una violenza sessuale su un minore disabile. Dati gli elementi non è poi così difficile risalire alla storia e alle iniziali dell’indagato. L’assessore in questione, si è appreso successivamente, è il neo assessore alle partecipate (subentrato al dimissionario Colomban) Alessandro Gennaro. A spiegare la vicenda è stato lo stesso Gennaro che domenica sul Tempo accusava Storace di fare sciacallaggio e spiegava di essere lui l’assessore in questione. «Mio fratello – ha detto Gennaro – sta affrontando una vicenda giudiziaria delicata con un’accusa pesante che non ha nulla a che fare con me né con l’incarico che sto portando avanti. Non immaginavo si potesse strumentalizzare una vicenda come questa».
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Ed è vero che l’accusa nei confronti del fratello dell’assessore pentastellato non ha niente a che fare con l’incarico conferito a Gennaro. Ma quando il neoassessore si stupisce che qualcuno abbia potuto strumentalizzare la vicenda si sbaglia di grosso. Così come per la consigliera pentastellata Valentina Corrado, vittima nelle scorse settimane delle indiscrezioni su un suo cugino arrestato per omicidio, questa vicenda processuale non ha nulla a che fare con Gennaro, il quale ha a pieno titolo il diritto di fare l’assessore. Tanto più che suo fratello non è nemmeno stato condannato. Questo secondo la legge italiana, perché secondo il codice etico del MoVimento 5 Stelle Storace non sbaglia a definire Gennaro un impresentabile.

Alessandro Gennaro è un “impresentabile”?

Storace ricorda provocatoriamente le dimissioni chieste e ottenute per il ministro Maurizio Lupi per la storia della “spintarella” al figlio Luca. Ma si potrebbe ricordare la gran cagnara pentastellata sulla Ministra dello sviluppo economico Federica Guidi costretta a dimettersi perché il compagno era stato coinvolto in un’inchiesta su Tempa Rossa. Guidi non aveva nulla a che fare con quella vicenda, e a gennaio 2017 la procura ha chiesto l’archiviazione nei confronti dell’ormai ex compagno. Ma non serve andare così indietro nel tempo. Basta guardare la lista degli “impresentabili” stilata da Giancarlo Cancelleri.
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Tra i candidati consiglieri di Nello Musumeci che i 5 Stelle considerano impresentabili ci sono quattro “figli di” e “fratelli di”. C’è Luigi Genovese, colpevole di essere figlio di Francantonio Genovese e c’è Giusy Savarino il cui padre fu condannato nel 2014 per tentato abuso d’ufficio. Riccardo Pellegrino e Mario Caputo invece scontano le colpe dei fratelli: uno è considerato vicino al clan dei “Cargagnusi” l’altro cercò di far cancellare delle multe. Al contrario il sindaco di Bagheria non è un impresentabile. Eppure Patrizio Cinque, che vive in una casa abusiva di proprietà della sua famiglia è accusato di aver aiutato il cognato, anch’egli proprietario di una casa abusiva, a rallentare i controlli. Quindi Storace sbaglia a definire Gennaro un impresentabile. Però secondo i criteri del M5S Gennaro, Corrado e Cinque sono tutti e tre impresentabili e non dovrebbero avere cariche pubbliche. Non risulta però che la Corrado, dopo aver chiesto e ottenuto la solidarietà nei suoi confronti ne abbia espressa ai suoi avversari politici.