Fact checking

Il problema di Giancarlo Cancelleri con l'onestà (intellettuale)

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Schizzi di merda digitali, questa la definizione coniata da Beppe Grillo qualche anno fa per descrivere quelli che criticano il MoVimento 5 Stelle. Dietro compenso, ovviamente, perché solo se si viene pagati si trova la forza di criticare il M5S. Schizzi di merda digitali però sono anche quelli di Giancarlo Cancelleri, candidato Presidente della Regione Siciliana per il MoVimento.

Il “refuso” del M5S su Savona e Lo Sciuto

Da qualche tempo Cancelleri va in giro per la Sicilia (ieri però è stato esibito sul palco davanti a Montecitorio) a raccontare quello che farà una volta eletto. Ma soprattutto ci tiene a ribadire la differenza tra “loro” e gli “altri”. La vecchia politica, i “vecchi” partiti candidano personaggi impresentabili legati alla criminalità organizzata, al malaffare i cui familiari sono stati oggetto di inchieste giudiziarie. Ma come ci ha spiegato la consigliera pentastellata Valentina Corrado i parenti non c’entrano nulla con l’attività politica di una persona. A patto che ovviamente sia del M5S. Ma per Cancelleri “per vincolo di parentela” ci sono persone che sono impresentabili.

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La lista degli impresentabili diffusa da Cancelleri l’8 ottobre

Succede però che nella foga di allungare la lista degli impresentabili nella lista del candidato del centrodestra Nello Musumeci il 5 Stelle si faccia prendere un po’ troppo la mano. In quell’elenco finiscono infatti Riccardo Savona e Giovanni Lo Sciuto. Il primo viene accusato dall’infografica diffusa dal M5S di avere rapporti con la mafia. Il secondo invece viene accusato di essere “amico” del boss e super latitante Matteo Messina Denaro. Pronta la replica di Savona che ha annunciato l’intenzione di voler querelare il pentastellato e che a LiveSicilia ha spiegato che nei suoi confronti non è in corso alcuna indagine né ci sono condanne per mafia.
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Anche Giovanni Lo Sciuto sta valutando l’intenzione di querelare Cancelleri e ha spiegato che “l’amicizia” con Messina Denaro è riconducibile ad una foto risalente al 1981 durante il matrimonio di una cugina del boss. Il candidato della lista Musumeci racconta che in quell’occasione “per le mie conoscenze di ragazzino non mi era dato sapere che quella famiglia fosse così pericolosa, né avevo doti di chiaroveggenza che potevamo farmi prevedere il futuro”. Cancelleri ha chiesto scusa e ha spiegato che si è trattato di un errore di stampa, di un refuso perchégli impresentabili di Musumeci sono così tanti che a trascriverli si rischia di sbagliare“. Anche ieri dal palco di Roma Di Maio ha detto che “hanno svuotato le carceri per provare a battere Giancarlo Cancelleri”.

Parenti e portaborse nella lista a 5 Stelle

Ma anche il M5S ha i suoi impresentabili. Certo non sono indagati o sospettati di avere rapporti con la mafia. Il loro è un problema di metodo. Ad esempio quello di privilegiare il “vincolo di parentela” nella selezione delle candidature. Apparentemente infatti nel M5S se si è “parente di” qualche altro 5 Stelle ci sono buone probabilità di trovare un posto in lista. A raccontarlo ieri su La Stampa è stato Ilario Lombardo (ne abbiamo parlato qui). La Stampa descrive una vera e propria carica di parenti e di portaborse che sono finiti nella lista dei 62 candidati consiglieri a sostegno di Cancelleri.

Ieri Cancelleri era su La 7 a Tagadà e Tiziana Panella gli ha chiesto conto della storia dei parenti e portaborse nella sua lista. Cancelleri risponde dicendo che “quell’articolo è falso” e che nella sua lista non ci sono “né parenti né portaborse”. Un’affermazione alquanto azzardata visto che nel pezzo di Lombardo viene fatto notare che sua sorella Azzurra Cancelleri è deputata al Parlamento.

Cancelleri e le scuse da Ilario Lombardo

Cancelleri aggiunge anche che «il giornalista che ha scritto quell’articolo mi ha cercato telefonicamente, io non gli ho risposto, mi ha fatto sapere che si scusava soprattutto per quello che era stato scritto nel titolo». Il candidato del M5S ha anche espresso il desiderio che La Stampa pubblicasse un articolo per spiegare che il pezzo di Lombardo non era vero.
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C’è un problema però: Lombardo non solo conferma il contenuto del suo articolo ma ha scritto che lui quelle scuse non le ha mai fatte:

Cancelleri mente sapendo di mentire, ma soprattutto si inventa di sana pianta delle scuse. Noi non ci siamo sentiti, l’ho cercato al telefono per chiedergli un’intervista e non mi ha risposto. Ma non gli ho mai chiesto scusa e confermo ogni virgola dell’articolo. Dispiace che il candidato governatore di una forza politica che predica la trasparenza sia inciampato in questa menzogna.

Solo Cancelleri può pensare che un giornalista, prima ancora che venga annunciata una querela, chiami un politico per scusarsi del contenuto di un articolo uscito poche ore prima. E non risulta sia stata annunciata nessuna azione legale nei confronti di Lombardo. Ma del resto è evidente che Cancelleri ha una relazione complicata con la trasparenza e con le scuse.