Politica

La strana storia dei 45 milioni per il Fondo Blockchain e il conflitto di Casaleggio

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Blockchain è la buzzword del 2018 e forse anche per questo il governo del cambiamento ha sentito la necessità di finanziare lo sviluppo delle tecnologie Blockchain nella manovra finanziaria “del Popolo” al vaglio del Parlamento. Il contributo per la tecnologia più amata da Casaleggio è inserito al comma 20 dell’articolo 19 che istituisce un Fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Uno stanziamento che ha lo scopo di finanziare progetti di ricerca e sfide competitive in questi campi.

L’attivismo di Di Maio sulla Blockchain

Quarantacinque milioni di euro in tre anni destinati ai progetti realizzati da soggetti pubblici e privati italiani ma anche esteri.  A sovrintendere sulla gestione del Fondo sarà il Ministero dello Sviluppo Economico, ovvero il dicastero retto da Luigi Di Maio, il Capo Politico di quel MoVimento che tramite la piattaforma Rousseau è in stretti rapporti con Davide Casaleggio. Che il governo, e soprattutto il ministro, siano molto impegnati sul fronte della Blockchain è noto ed è pubblico. Ad esempio il 27 settembre Di Maio annunciava che l’Italia era finalmente entrata nell’era della Blockchain aderendo alla Blockchain Partnership Initiative europea.
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Anche l’interesse di Casaleggio per questa tecnologia non è un mistero. Al punto che – come raccontano Stefano Feltri e Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano di oggi – nel bilancio pubblicato ad aprile la la Casaleggio Associati fa sapere di «aver rilanciato le attività di consulenza “in aree in forte espansione” come l’intelligenza artificiale e la blockchain». Sempre ad ottobre scorso, scrive il Fatto, il Cipe, su proposta di Di Maio, ha sospeso la sperimentazione sul 5G (la nuova tecnologia di connessione per le reti cellulari) dirottando «95 milioni di euro per la diffusione dei servizi wi-fi e per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e la blockchain». Proprio oggi infine, racconta La Stampa, si apre la terza edizione dell’evento dedicato alle imprese organizzato dalla Casaleggio Associati che quest’anno sarà dedicato proprio alle modalità con cui la Blockchain rivoluzionerà il modo di operare delle imprese. Anche se per la verità l’utilità della Blockchain (che Casaleggio Jr immagina verrà utilizzata anche per le operazioni di voto) è ancora tutta da chiarire.

L’interesse di Casaleggio per le “consulenze strategiche” alle aziende che vogliono investire nella Blockchain

L’evento, spiega Casaleggio in un video, non si concentra sulla parte tecnologica della Blockchain ma sul modo con cui si farà business con la Blockchain. Il ruolo della Casaleggio Associati nella diffusione della tecnologia è spiegato chiaramente nella ricerca – finanziata da Poste e Consulcesi Tech che hanno versato uno contributo da 30mila euro ciascuno – pubblicata in occasione dell’evento. Casaleggio non si occuperà di sviluppare l’infrastruttura tecnica o di produrre implementazioni della Blockchain. Si occuperà invece di fare da supporto alle aziende ottimizzando i processi e analizzando i modelli di business. Insomma come sempre la Casaleggio si occupa di fare consulenza ad altre società.

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Ed è proprio sull’aspetto delle consulenze che secondo il Fatto qualcuno potrebbe sollevare il sospetto di un conflitto d’interesse. Non significa quindi che la Casaleggio parteciperà al bando ministeriale o chiederà di poter accedere ai fondi ma che l’azienda del fondatore del M5S, il cui attuale presidente è anche a capo dell’Associazione Rousseau che di fatto controlla l’operato degli eletti del MoVimento 5 Stelle, potrebbe essere vista come una porta d’accesso privilegiata da parte di quelle aziende che andranno a chiedere una consulenza strategica magari nella speranza di poter avere contatti privilegiati con chi si occuperà di prendere le decisioni politiche in merito alla diffusione della Blockchain in Italia. Questo non significa che gli affari di Casaleggio siano “sporchi”, anzi l’attività della Casaleggio Associati è sempre stata quella di fare consulenza. Semplicemente vuol dire che forse, alla luce del ruolo (questo sì non proprio chiarissimo) di Casaleggio all’interno del principale partito di governo, è poco opportuna questa possibile commistione di affari e politica. In un periodo in cui il M5S è tornato all’attacco degli “editori impuri” denunciando presunti conflitti d’interesse nell’attività di quegli imprenditori che possiedono giornali e li usano per “attaccare il governo” forse la Casaleggio – che pure non ha alcun rapporto formale con il M5S – dovrebbe essere come la proverbiale moglie di Cesare.

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