Opinioni

Il dottor Casaleggio – Ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la blockchain

Alcuni di voi si ricorderanno certamente la famosissima scena de “Il dottor Stranamore”, nella quale il maggiore Kong cavalca felice, come a un rodeo, la sua bella bomba atomica. Ma non solo le bombe possono essere cavalcate: anzi, uno degli hobby nostrani, e del genere umano in generale, è quello di cavalcare le tendenze fino allo sfinimento. Un hobby da cui neanche chi lavora nel contesto dell’informatica è immune, soprattutto se lavora nel ramo vendite di aziende grandi e ben strutturate.

Ma un conto è sentire parlare un simpatico-chiaccherone-un-po’-pallista-ma-hey-sta-facendo-il-suo-lavoro commerciale di GrandeAzienda, un conto è rilasciare interviste in qualità di agente politico (volente o nolente), presidente della Casaleggio Associati, presidente dell’associazione Rousseau, proprietaria del marchio Movimento 5 Stelle, ossia il primo partito italiano. Mi riferisco all’intervista, pubblicata nell’edizione odierna di Italia Oggi, a Davide Casaleggio, nella quale prospetta idilliaci futuri basati su blockchain, internet of things, punti di PIL gratis e cchiu pilu pi tutti.

La realtà dei fatti resta un’altra: al momento si tratta solo di buzzwords. Che diavolo è una buzzword? Sono parole, spesso provenienti da contesti tecnici, che evocano innovazione, novità, causano stupore, ma spesso e volentieri sono completamente svuotate sia di significato sia delle implicazioni tecniche, le più importanti. Insomma, riempirsi la bocca di buzzword è una tecnica di marketing, tutto sommato di livello abbastanza basso. Supercazzole.

Le nuove tecnologie hanno davvero grandi impatti sulla realtà: solo non dall’oggi al domani come certe dichiarazioni dei digital evangelists à la Davide Casaleggio possono farci credere. Uno strumento utilissimo per orientarci in autonomia quando sentiamo parlare di nuove tecnologie è l’Hype Cycle, ciclo dell’esagerazione o dell’esaltazione, per chi non amasse gli anglicisimi. Elaborato su base annuale da Gartner, una stimatissima azienda di consulenza e analisi che produce diversi report di grande utilità per gli addetti ai lavori, è una fantastica cartina di tornasole per capire l’orizzonte temporale dell’innovazione.

Il ciclo funziona così:

casaleggio blockchain 1

 

L’asse verticale sono le aspettative, l’asse orizzontale il tempo: a seguito della scoperta o invenzione di una nuova tecnologia, l’Innovation Trigger, le aspettative salgono fino al picco. Chi genera le aspettative? I media, i blog, le associazioni di settore. La tecnologia è comunque fortemente immatura e non ancora pronta per essere utilizzata dai tecnici, men che meno dal grande pubblico. Una volta raggiunto il picco, si scende fino alla “palude della disillusione”: a seguito della fase crescente di esaltazione qualcuno si è “bevuto” la buzzword, ha investito e ha iniziato a lottare contro problemi non previsti, costi crescenti, incompatibilità con strutture in essere e così via. La magia finisce e restano solo progetti non riusciti, cuori infranti, migliaia di ore uomo sprecate e budget vuoti. Ma a rimanere sono anche migliorie, persone che sono diventate esperte, il riconoscimento dei limiti della tecnologia. Inizia così la fase che porta alla piena maturità dell’innovazione, il Plateau of Productivity, che piano piano si fa strada fino ad arrivare anche al grande pubblico.

Tutto questo ciclo ha una durata parecchio ampia: parliamo di decine di anni nel caso di tecnologie più complesse.

casaleggio blockchain 2

Non a caso Gartner stima 5-10 anni prima che la blockchain sia fruibile appieno, e sopratutto deve ancora passare attraverso la palude della disillusione, dove molti progetti innovativi si sono arenati.

E il ruolo di Davide Casaleggio in questo ciclo quale sarebbe? Il commerciale di GrandeAzienda che tenta di venderci un’illusione a costi sconosciuti? Ma la politica, lo Stato, non sono clienti a cui vendere progetti traballanti per chiudere gli obiettivi, soprattutto se ne sei alla guida, direttamente o indirettamente. O forse Casaleggio ignora il ciclo dell’hype e non è conscio dei tempi, lunghi e senza dubbio maggiori degli intervalli elettorali, dell’innovazione? Difficile da credere.

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