Opinioni

Perché la “gogna mediatica” del dottor Fabio Franchi è un fatto positivo

Ha avuto ampia diffusione la notizia dell’appello pubblico del dott. Fabio Franchi per cercare un bambino malato di parotite per non meglio precisati esperimenti, appello poi ridimensionato dallo stesso autore che probabilmente si è accorto di averla fatta fuori dal vasino. Il dott. Franchi è un medico in pensione noto per le sue posizioni anti vacciniste e per essere un negazionista dell’AIDS.

La domanda che qualcuno si è posto è se sia stato positivo fare tanta pubblicità a questo personaggio che ha potuto godere per qualche ora di una ribalta nazionale. La mia risposta è un deciso sì. Non bisogna cadere nell’errore di pensare che “l’importante è che se ne parli”, inteso coe vantaggio per la persona al centro delle polemiche. Questo adagio può valere per qualche valletta dimenticata dalla cronaca o per qualche tronista alla disperata ricerca di un posto all’Isola dei famosi. Quando invece è rilevante il fattore credibilità, fa tutta la differenza di questo mondo se si parla del soggetto e delle sue idee male o bene, con interesse o con sdegno, con dileggio o con rispetto. Certo, sarà diventato un eroe tra i suoi fan e magari venderà (ai novax) qualche copia in più del suo libro. Forse avrà qualche tonto in più nei convegni in cui è relatore. Ma non è questo il problema, la lotta tra i guru novax per accaparrarsi una fetta di torta maggiore del loro pubblico non è molto rilevante. Quello che conta è che mezza Italia ha associato il suo nome e l’anti vaccinismo a qualcosa di negativo. È in questo modo che concetti che molti di noi danno per scontati possono percolare in tutti gli angoli della società e raggiungere un numero sempre maggiore di persone: la signora appassionata di gossip che dal parrucchiere discute con l’amica, l’assiduo frequentatore del bar che gioca a carte, il giovane che non è molto interessato ai temi d’attualità, ecc. ecc. (ho fatto esempi arbitrari che spero non abbiano offeso nessuno). Magari un giorno qualcuna di queste persone sarà avvicinata da un novax in cerca di proseliti e risponderà: “Franchi? Ma non era quel folle che era andato su tutti i giornali? No grazie!”.

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Il Tempo, 23 dicembre 2018

Queste cose servono per mettere sul chi va là e “immunizzare” dal virus della pseudo scienza un numero sempre maggiore di persone. Servono a togliere potenziali proseliti ai guru cialtroni, sono utili per prosciugare lo stagno di chi non si e mai interessato alla questione,lo stagno da cui hanno attinto per anni, senza essere disturbati, persone come Fabio Franchi. Checché ne dicano i sostenitori del “non facciamogli pubblicità” la cosa sta funzionando alla grande. Il titolone contro i novax comincia a essere una moda, così come qualche anno fa andava di moda il titolone che insinuava il dubbio sull’efficacia dei vaccini. Giornali e TV sono costantemente alla ricerca della notizia “ghiotta” che possa scandalizzare, incuriosire o suscitare sdegno (contro terzi, non contro se stessi ovviamente). Ora comincia a essere più facile suscitare un interesse mettendo in evidenza le malefatte dei leader novax. Siamo riusciti a creare un vasto pubblico che legge volentieri questo tipo di notizie e che, viceversa, reagisce molto negativamente ad articoli che fino a qualche tempo fa potevano essere pubblicati impunemente. Mi riferisco, solo per fare un esempio, agli interventi del medico radiato Roberto Gava o al falso scoop del Report Glaxo sull’autismo che il Fatto Quotidiano poteva pubblicare senza pagare alcun prezzo in termini di credibilità (il dott. Gava aveva anche un blog personale sul quotidiano in questione, che senso civico eh). Ormai è rimasto solo qualche quotidiano non di primissimo piano a cavalcare le istanze dei novax, ad esempio “La Verità” di Belpietro e “Il Tempo” di Bechis. La cosa, tra l’altro, non ha provocato una reazione sdegnata dei loro colleghi giornalisti che continuano a invitarli regolarmente in tv, ma si sa, cane non mangia cane e non possiamo pretendere tutto e subito. Ad ogni modo il tema dei vaccini è forse uno degli esempi più belli di una società civile che si muove compatta per combattere la pseudo scienza, imponendo ai media un cambiamento di atteggiamento radicale.

 

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Il vento è cambiato, il dottor Fabio Franchi è stato schiacciato dagli stessi meccanismi che hanno fatto la fortuna dei novax: il gusto dei giornalisti per la notizia “ghiotta”, solo che adesso sta diventando più conveniente presentarli sotto una cattiva luce che come eroi anti sistema. Il vento è così cambiato che i due partiti al governo avevano entrambi promesso l’abolizione immediata dell’obbligo vaccinale, ma ora tentennano, prendono tempo, sanno che devono trovare un compromesso che non crei una reazione troppo violenta dei cittadini e che, contemporaneamente, non deluda troppo i novax che li hanno votati (specifico per correttezza che la contrarietà all’obbligo non implica sempre l’essere novax). Ma se anche Gramellini, il gran maestro delle polemiche facili facili che piacciono a tutti, decide di scrivere un articolo contro il dott. Fabio Franchi, allora significa proprio che dare battaglia ai novax sta diventando qualcosa che paga in termini di consenso (al di là dell’ironia per correttezza do atto a Gramellini di avere scritto altri articoli sul tema). So che molti amici non saranno d’accordo con me, che continueranno a pensare che fare nomi e cognomi è solo un modo per fare pubblicità a questi cattivi maestri, che si rischia di polarizzare lo scontro e indispettire i novax. Tuttavia i novax ormai ci sono, sappiamo che i più estremisti non cambieranno mai idea, preoccupiamoci di rendere estremamente difficile per loro fare nuovi proseliti, preoccupiamoci di togliergli definitivamente ogni appoggio politico più o meno esplicito, impegniamoci a fare capire che non è una buona cosa tollerarli (si veda YouTube che ha smesso di monetizzare i loro video su pressione degli sponsor). Quelli che ormai ci sono si stancheranno, invecchieranno e finiranno in un ospizio come tutti noi, l’importante è che non se ne producano di nuovi, l’importante è che non essere novax sia una moda, sia una battaglia civile che gratifichi le persone, così come è gratificante battersi per l’ambiente o essere contro i molestatori. Giornali, TV, politici, multinazionali del web, seguiranno a ruota, perché sono giganti dai piedi di argilla che mirano solo a blandire il pubblico. Infine, cerchiamo di seguire questo modello anche per altre questioni, perché non ci sono solo i cialtroni novax, purtroppo.

P.S.: nel dichiarare il mio conflitto di interessi affettivo (non economico), invito tutti a seguire la pagina Facebook IoVaccino per ricevere una corretta informazione e avere spunti per controbattere alle argomentazioni dei novax.

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Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.