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"O noi o Meloni", Enrico Letta lancia il fronte unito democratico e progressista | VIDEO

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Enrico Letta

“O noi o Meloni”. Si apre e si chiude così la relazione di Enrico Letta alla Direzione Nazionale del Partito Democratico. Il segretario del PD ha affrontato tutti i temi in vista delle possibile alleanze elettorali in vista del voto del prossimo 25 settembre. Ha ribadito, come già fatto nei giorni scorsi, la fine della collaborazione con il MoVimento 5 Stelle e si è detto pronto a esser scelto come “front runner” della lista dem in vista della campagna elettorale.

Enrico Letta sarà il front runner del campo largo del centrosinistra

Intervenendo con la sua relazione alla Direzione del Partito Democratico, Enrico Letta ha fissato alcuni punti cardine che saranno discussi in questi giorni pieni di incontri e interlocuzioni con le altre forze politiche in vista della consegna delle liste (22 agosto) e del voto del 25 settembre. Ed è arrivata la conferma della chiusura al M5S, indicato – insieme a Forza Italia e Lega – come uno dei partiti “irresponsabili”. Poi ha detto di essere pronto al ruolo di frontman di questa campagna elettorale per il PD e per quel fronte democratico e progressista che si sta creando:

“La discussione sulla premiership è stata surreale, nella giornata di ieri. A chi affila le armi dico che a palazzo Chigi si va perché gli elettori ti spingono lì e il Parlamento ti vota. Io vorrei derubricare questa assurda discussione e dire che, se volete, assumo completamente il ruolo di front runner della nostra lista. Lo farò con la massima determinazione sapendo che questo impegno è un impegno nel quali tutti insieme dobbiamo mettercela tutta. Sapendo che dall’altra parte non abbiamo una parte divisa, ma un’altra parte che si è messa insieme nonostante le divisioni e che ha deciso di farlo solamente per il potere. Poi dopo, fregandosene di queste differenze, durerebbero un mese”.

Prima ancora, aveva sottolineato tre punti cardine, tre stelle polari, che le varie forze politiche che vorranno aderire a questa coalizione elettorale dovranno seguire:

“Tre criteri: 1) discutere con forze politiche, fuori dal trio dell’irresponsabilità (M5S, Lega, Forza Italia, ndr), che portino un valore aggiunto; 2) che si approccino con spirito costruttivo e senza mettere veti, senza insulti e vi chiedo di fare una campagna elettorale rispettosa dei nostri avversari, con uno spirito giusto perché basta poco che il Paese si infiammi; 3) Nessuna divisione sulla leadership che dovrà essere condivisa da tutti”.

E le forze in campo, in attesa di capire se ci sarà alleanza con Azione di Calenda (ma non solo) sono già schierate:

“Propongo una partecipazione alle elezioni centrata sulla nostra lista, del Pd, aperta ed espansiva, soprattuto a chi ha condiviso il progetto delle Agorà, penso a Articolo 1 e Demos. Questa lista sarà il cuore del nostro progetto. L’obiettivo è l’Italia democratica e progressista, questo è il brand che dobbiamo lanciare e la nostra campagna presenterà il progetto Italia 2027”.

La chiusura definitiva al M5S

Ovviamente è stato toccato da Enrico Letta anche il capitolo MoVimento 5 Stelle, confermando quanto già indicato nel recente passato, dopo la crisi e la fine del governo Draghi:

“Per tre anni abbiamo servito il Paese. Se non fosse stato il lavoro con i 5 stelle non ci sarebbe stato il governo Draghi. Nessun pentimento, quello che ha fatto il Pd con scelte intelligenti, accompagnando l’evoluzione del M5s ha contribuito alla nascita del governo Draghi. Il Conte bis ha aiutato il Paese a uscire dalla pandemia e ha trattato e ottenuto Next Generation Ue”.

Ma il passato non cancella il presente e, soprattutto, quel che è accaduto di recente ha riscritto il futuro. Perché il segretario del PD ha più volte ribadito quell’aggettivo “irresponsabili” riferito anche al mondo pentastellato.

Sul centrodestra di “governo”

E nella sua dichiarazione alla Direzione del Partito Democratico, il segretario ha parlato anche di quella terza forza politica che ha votato contro la fiducia a Draghi. Forza Italia:

“È un partito con cui abbiamo lavorato per sostenere il governo Draghi. Abbiamo lavorato bene, c’è stato un lavoro importante con loro, anche in consiglio dei ministri, Abbiamo lavorato bene anche a livello europeo, con la maggioranza che si è creata attorno a Ursula von der Leyen. È stato lavoro comune e importante. Poi quella scelta assurda che gli sta provocando una frana. Con una forza Italia che ha scelto di sciogliersi dentro la Lega. Lì si è aperta una voragine, nel centrodestra”.

Non potevano mancare, ovviamente, i riferimenti ai primi giorni di campagna elettorale del centrodestra. Oltre ad aver sottolineato l’incoerenza e l’incongruità delle prime promesse fatte da Silvio Berlusconi, Letta ha voluto ironizzare anche sul tema del “sudore” avanzato da Matteo Salvini. E non solo:

“Vedrete Salvini pieno di madonne. Allo stesso tempo vedrete quelle immagini di Berlusconi, tutte foto del 2002, 2004 e 2006. Vedrete la Meloni con le peggiori parole della destra sovranista. Quella che ha perso in America e quella che ha perso in Francia. Quella che se siamo bravi, se ce la giochiamo senza paura fino alla fine con la fame di vincere e con la fame di ribaltare tutti i pronostici, perderà anche in Italia”.