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L’Economist e Conte servitore di due padroni

giuseppe conte economist

Rappresentato come l’Arlecchino servitore di due padroni della commedia di Carlo Goldoni, Giuseppe Conte oggi è finito nelle grinfie dell’Economist, che già in tante occasioni ha giustiziato presidenti del Consiglio italiani (il più celebre è Berlusconi unfit to lead Italy) e che oggi se la prende con Matteo Salvini e Luigi Di Maio, azionisti del “governo del cambiamento” che al settimanale britannico non pare molto ben fondato: l’unica qualifica di Conte è il fatto che sia stato accettato come soluzione di compromesso dalla Lega, scrive l’Economist, e oggi pare un dead man walking anche se ha confessato di aver sempre votato a sinistra e Salvini è un amicone di Marine Le Pen. Ciò nonostante quello che preoccupa l’Economist è la reazione dei mercati finanziari alla candidatura di Paolo Savona per il ministero dell’Economia, viste le frasi sulla gabbia dell’euro e la Germania nazista appena uscite nella sua autobiografia.

giuseppe conte economist
Vignetta di Peter Schrank per L’Economist

L’Economist ricorda che Conte ha dichiarato al Quirinale di voler confermare il posizionamento europeo dell’Italia e i partner della coalizione hanno escluso di lavorare a un piano per esplorare le modalità di uscita dall’euro. Ma poi riporta le critiche di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che ha chiesto al nuovo governo di attenersi a una politica di bilancio responsabile, mentre i mercati hanno reagito con ansia alla prospettiva dell’approdo al potere di una coalizione populista e lo spread ha avuto l’impennata che lo ha portato vicino a quota 200. Anche a causa del progetto di Mini-bot, unico a sopravvivere (anche senza essere nominato) della prima versione del contratto di governo tra M5S e Lega. I minibot dovrebbero servire a ripagare i debiti della pubblica amministrazione e potrebbero essere utilizzati successivamente per pagare le tasse o per effettuare pagamenti tra privati. L’effetto, paventato qualche giorno fa anche dal Financial Times, sarebbe quello di creare una valuta parallela al di fuori del controllo della BCE, con conseguente indebolimento dell’euro.

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