Opinioni

La doppia moneta di Berlusconi

“Tutti i Paesi più importanti dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dalla Federazione Russa alla Cina e al Giappone hanno combattuto la crisi anche stampando moneta. E` quello che dovremmo fare anche noi, tenendo conto del fatto che in questo momento l`inflazione è quasi assente”. Lo scrive Silvio Berlusconi sul quotidiano Libero, in risposta alle domande del professor Paolo Becchi e di Fabio Dragoni pubblicate dallo stesso quotidiano sabato 19 agosto. La proposta di due monete (una nazionale per le transazioni domestiche ed una comune per le transazioni internazionali) si riferisce ad una situazione in pratica simile a quella che avevamo negli anni 80 e 90 con la lira e con l`ecu “con una parziale riconquista della sovranità monetaria dello Stato”. “La differenza sostanziale – spiega il leader di Forza Italia – è che negli anni `80 e `90 entro certi limiti era possibile usare la svalutazione come arma competitiva. Noi invece proponiamo un utilizzo interno della seconda moneta per rilanciare i consumi e la domanda che sono leve fondamentali per una crescita sostenibile e duratura del Paese”.
sondaggi centrodestra berlusconi salvini
Quanto alle differenze tra la doppia moneta e la proposta leghista dei cosiddetti minibot Berlusconi ha osservato: “I minibot hanno caratteristiche molto simili a quelle di una nuova moneta emessa dallo Stato. Quindi non ci vedo una differenza significativa con la nostra proposta di una nuova `lira`”. “Siamo convinti – scrive Berlusconi sull’istituzione della doppia moneta – che la nostra idea sia compatibile con le regole dei trattati europei; certo potremo ottenere questo risultato con la capacità negoziale che solo un leader credibile, con una lunga esperienza internazionale e relazioni consolidate, può avere con i partner europei a partire da Germania e Francia”. Infine, il presidente di FI sostiene che affiancare in un doppio regime monetario lira e euro  è possibile: “Siamo convinti che la nostra idea sia compatibile con le regole dei trattati europei. Certo potremo ottenere questo risultato con la capacità negoziale che solo un leader credibile, con una lunga esperienza internazionale e relazioni consolidate, può avere con i partner europei a partire da Germania e Francia”.