Economia

E Savona stoppa Minenna in Consob

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Chissà se Marcello Minenna la prenderà per una fregatura. Di certo il fatto che l’ex assessore al bilancio della Giunta Raggi sia stato sorpassato all’ultima curva da Paolo Savona nel traguardo della poltrona di presidente di CONSOB con la promessa della vicepresidenza non sarà stato molto apprezzato da quella frangia di grillini che si era schierata a favore dell’economista ed è rimasta con un palmo di naso quando il governo ha virato sul ministro degli Affari Europei. Ma ora c’è di più. Perché, scrive oggi Il Messaggero,  il M5S vuole con INPS unriequilibrio sul fronte delle nomine: «La Lega non può pretendere di andare sempre all’incasso. Qualche posto tocca pure a noi».

Quest’ultimo punto, agli occhi del vicepremier grillino e dell’intero Movimento, è ancora più valido dopo che Savona avrebbe deciso di stoppare la nomina di Marcello Minenna, ex assessore al Bilancio della giunta di Virginia Raggi, a direttore generale della Consob.

In quella posizione, l’ex ministro agli Affari europei vorrebbe Claudio Deodato, suo capo di gabinetto nel dicastero che ha appena lasciato per presiedere la Commissione per la Borsa. Uno smacco per Minenna, che è stato per almeno tre mesi il candidato 5 Stelle alla presidenza della Consob, per poi arenarsi davanti al veto del Quirinale cui spettava firmare il decreto di nomina. E uno smacco per Di Maio che credeva di essere uscito dall’impasse con il ticket Savona-Minenna.

Quindi la fregatura si è materializzata a sorpresa:

Conferme ufficiali non arrivano da Savona. Ma il capo grillino fa filtrare che ormai per la Consob l’«opzione Minenna non è più sul tavolo». E, a maggior ragione, il Movimento pretende per sé l’Inps. Con la Lega, però, la partita è ancora tutta da giocare. Venerdì, per incassare senza andare alla guerra la presidenza dell’Istituto di previdenza per Tridico, Di Maio aveva fatto balenare a Salvini la possibilità di concedere al Carroccio la guida dell’Inail.

Ma il vicepremier leghista ha declinato la proposta e ha rilanciato, candidando Mauro Nori all’Inps di cui è già stato direttore generale, prima di diventare consigliere del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Soluzione bocciata come una «fake news» dal sottosegretario grillino,con delega alle nomine, Stefano Buffagni.

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