Economia

Savona e Minenna in CONSOB: il ticket M5S

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Paolo Savona presidente di CONSOB, Marcello Minenna segretario generale. Un compromesso onorevole potrebbe chiudere la vicenda della nomina dell’authority della Borsa, senza testa dal novembre scorso quando Lega e MoVimento 5 Stelle chiesero e ottennero la testa di Nava. Da quel giorno Salvini e Di Maio hanno annunciato il loro sostegno al direttore dell’ufficio studi senza però che la nomina fosse portata in consiglio dei ministri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte a causa di un veto di Mattarella, che segnalava come Minenna in quel ruolo sarebbe diventato il capo di chi ha promosso ricorsi contro di lui. Ora, spiega il Messaggero, si è arrivati a un onorevole compromesso che potrebbe anche portare alla nomina di Pasquale Tridico all’INPS:

Non c’è dubbio che la soluzione trovata da Buffagni sarebbe in grado di risolvere molti problemi interni alla maggioranza. Il primo è legato all’insofferenza dell’attuale ministro delle Politiche comunitarie per l’appartenenza all’attuale governo. Seppur lentamente, Savona ha preso sempre più le distanze dall’esecutivo per “colpa” di una legge di Bilancio molto povera di investimenti e dell’assenza di qualsiasi strategia sulla crescita.

Per far accettare Savona all’ala grillina – da sempre sponsor dell’ex assessore della Raggi che gode di sostegni a loro modo bipartisan- Buffagni ha ritagliato per Marcello Minenna il ruolo da segretario generale. Anche se sull’attuale direttore generale pendono 21 ricorsi interni e altri sarebbero in cottura. Problemi ancor più complicati li ha però il ministro Savona la cui nomina rischia di incappare nelle leggi Frattini e Madia. La prima vieta il passaggio diretto di un ministro ad un’Authority. La seconda impedisce ai pensionati della pubblica amministrazione di assumere incarichi a meno che non siano gratuiti e per un anno. Savona, secondo i rigorosi interpreti della legge, potrebbe quindi assumere l’incarico senza percepire stipendio e per un periodo limitato.

La strana coppia Savona-Minenna ha però dei precedenti:

Nella maggioranza sono invece convinti che ci siano precedenti che possono giustificare la nomina e si sventola un parere dell’avvocato Andrea Zoppini chiesto a suo tempo dal premier Gentiloni quando pensava di nominare l’allora ministro Claudio De Vincenti all’Authority per l’energia. L’argomentazione si fonderebbe nel non riconoscere l’Autorità come un’amministrazione dello Stato e non come ente pubblico con tanto di personalità giuridica. La legge 285 dell’85 sostiene però il contrario.

Senza contare che alla fine De Vincenti non venne nominato. Più consistenti i precedenti di Giuseppe Vegas e Mario Nava. Il primo passò da via XX Settembre,dove era viceministro, alla guida della Consob, ma Nava alla fine ha dovuto lasciare proprio perché i grillini contestavano che il suo distacco dagli uffici tecnici della Ue non fosse sufficiente a dare sufficienti garanzie di autonomia.

Ma la coerenza non è mai stato un vero problema per il M5S.

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