Politica

I dossier del M5S sulla Lega (e l’intelligence grillina che tremare il mondo fa)

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«Loro hanno dei dossier su tutti, anche su di noi…»: a dirlo è Giancarlo Giorgetti e a riportarlo oggi è Tommaso Labate sul Corriere della Sera (Verderami era in vacanza?) a proposito della caccia scatenata dai grillini nei confronti di Claudia Bugno e Giovanni Tria.

«Loro» sono genericamente ambienti del M5S; «noi», invece, sono i ministri della Lega di Matteo Salvini. L’«io», autore della confidenza fatta alcune settimane fa a una serie di amici e colleghi, colui che a ragione o a torto immagina che tra i corridoi di Palazzo Chigi ci sia un sospetto via vai di dossier, risponde al nome di Giancarlo Giorgetti.

Sia chiaro, quelli che hanno raccolto la confidenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio si sono trovati di fronte un interlocutore tutt’altro che intimorito dall’andazzo denunciato. Giorgetti frequenta il Palazzo dall’epoca in cui il leader della Lega era Umberto Bossi, ne ha viste di tutti i colori, ha i galloni del veterano, di quello che ormai non si sorprende più di tanto.

Ma, si racconta, nell’occasione del rinnovo della carica di Luigi Federico Signorini in Bankitalia il M5S si è presentato in blocco con un dossier in cui lo si definiva renziano. E infatti il rinnovo non ci fu. Stefano Buffagni, invece, con Fabrizio Roncone nega che ci sia stato dossieraggio nel caso Tria ma dice qualcos’altro di interessante:

Tria ha detto ieri a Federico Fubini sul Corriere: «Ho subito un attacco spazzatura sul piano personale».
«Io credo che Tria si riferisse ad alcuni articoli pubblicati dal Fatto e da La Verità… In ogni caso, dev’essere chiaro che noi non abbiamo l’abitudine, nelle vicende politiche, di attaccare i familiari dei nostri interlocutori. Insomma, per capirci: certe brutte cose non sono uscite dall’intelligence del Movimento».

E a questo punto la domanda sorge spontanea: ma davvero il M5S possiede un’intelligence che a volte fa uscire “le cose brutte”?

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