Fact checking

Come Donald Trump sta fregando tutti

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Fra pochi giorni Donald Trump festeggerà i primi tre mesi da Presidente degli Stati Uniti d’America, è quindi tempo di fare un bilancio dei primi cento giorni dell’era Trump. Nel tentativo di prendere tutti in contropiede il Presidente ha già iniziato a raccontare, a mezzo Twitter, che grazie alla sua azione di governo l’immigrazione illegale è in calo, i posti di lavoro sono in aumento, la legge e la giustizia sono tornate ad essere al centro dell’azione politica e l’America sta davvero tornando great again.
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Le promesse non mantenute di Trump

Giorno dopo giorno, cinguetta l’inquilino della Casa Bianca, stiamo mantenendo le nostre promesse e il tempo del grande cambiamento è ormai alle porte. Ma è davvero così? Molti esponenti dell’Internazionale Populista del nostro Paese hanno salutato l’elezione di Donald Trump come un segnale di discontinuità non solo verso le politiche dell’era Obama ma anche nei confronti dell’establishment repubblicano. Secondo la lettura di molti ingenui esponenti dell’alt-right nostrana Trump ha vinto sia contro la Clinton e il potere che rappresenta sia contro il suo stesso partito che inizialmente l’ha fortemente osteggiato. Certo, c’è una buona dose di ingenuità nel pensare che una persona che si è candidata nelle file del Grand Old Party non abbia legami con le lobby  e con l’establishment oppure che  un miliardario figlio di miliardari sia uno che “viene dal basso” e che ha vinto solo grazie alle sue forze; ma anche i populisti devono sognare. E a farli sognare sono state sopratutto le promesse di Trump. Perché su questa sponda dell’Atlantico il fatto che Trump fosse un razzista, un ignorante, uno che crede che il riscaldamento globale non esista, che voleva far arrestare Hillary Clinton, che vuole smantellare l’ObamaCare e che cercava lo scontro con la Cina (così tanto al punto da diventare un meme) non erano problemi importanti. In fondo Trump era un grande estimatore di Putin e della Russia e questo era sufficiente ai vari Le Pen, Salvini e deputati a 5 Stelle assortiti. Anche quando Trump ha pensato di imporre dazi positivi sui prodotti europei (una cosa che in realtà non è nemmeno una sua idea) nel nostro Paese la notizia è stata accolta con entusiasmo.
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Il problema è che fin da subito Trump ha fatto capire di che pasta era fatto e chi lo sosteneva ad esempio chiamando nel suo staff una serie di uomini provenienti dalle banche d’affari come Goldman Sachs e JP Morgan, le stesse che aveva giurato di voler combattere. Trump aveva promesso di cancellare l’Obamacare, e fino ad oggi tutti i suoi tentativi di farlo sono falliti miseramente di fronte all’opposizione del Congresso (che pure è saldamente in mano repubblicana). Questo non significa che in futuro Trump non manterrà questa sua promessa ma che per il momento ha le mani legate.
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La giravolta di Trump su Assad, la NATO e la Siria

Ma è in questo ultimo mese che Trump ha dato il meglio di sé spiazzando tutti i suoi sostenitori. Vi ricordate quando Trump ha detto che la NATO era “obsoleta” e che andava cambiata? I 5 Stelle ci avevano creduto e nel loro Programma hanno proposto di smantellarla perché non più necessaria. Sorpresa: ieri Trump ha detto che la NATO non è più obsoleta e che anzi è fondamentale nella lotta al terrorismo internazionale. Una mossa che è la conseguenza dell’attacco missilistico statunitense ad una base aerea siriana. Anche qui Trump ha “tradito” le aspettative dei suoi fan italiani che speravano che l’America smettesse di essere il poliziotto del mondo e lasciasse ai siriani la possibilità di decidere da soli se Assad era un dittatore o meno. In realtà Trump ha cambiato talmente tante volte l’idea su Assad e su un intervento in Siria che è difficile dire cosa abbia mai capito di tutta la questione. Probabilmente Trump avrebbe preferito che fosse la Russia di Putin a risolvere la faccenda e consentirgli di mettere l’America al primo posto: America First, come ama ripetere ancora oggi. La dottrina della non ingerenza negli affari esteri però è radicalmente cambiata dopo il presunto attacco con il gas Sarin a Khan Sheikun da parte di forze siriane con il supporto o il tacito assenso della Russia. Ora improvvisamente Trump non è più intenzionato a lasciare Assad al suo posto e l’ha definito apertamente “un macellaio” e ha aggiunto che “Putin va con il diavolo”.
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Questo nuovo cambio di passo di Trump non ha spiazzato solo quei poveracci dell’Alt-Right e i vari rossobruni sostenitori di Vladimir Putin ma ha creato anche problemi con la Russia. Le relazioni tra i due paesi sono oggi ad un minimo storico, non siamo sull’orlo di una guerra mondiale e c’è ancora spazio per il dialogo ma è chiaro che a Putin e ai russi il nuovo corso di Trump non sia piaciuto poi così tanto anche perché nel frattempo gli USA hanno dato l’assenso all’ingresso del Montenegro nella NATO. Chissà se la Russia ora rispetta di più gli Stati Uniti, come aveva dichiarato Trump poco prima dell’insediamento. A giudicare dal livello crescente di tensione, certificato da entrambe le parti, si direbbe di no. Putin ha detto che «Possiamo dire che il livello di fiducia, soprattutto sul piano militare, non è migliorato e anzi con ogni probabilità è peggiorato».
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E la tanto odiata Cina? A quanto pare dopo l’incontro a Mar-a-Lago (durante il quale nonostante le promesse Trump non ha offerto una cena a base di Big Mac al Presidente cinese) le cose si stanno mettendo meglio, e se la Cina darà una mano sulla Corea del Nord magari si troverà anche il modo di stipulare un accordo commerciale. Il punto è che Trump è fatto così: non ha ida di cosa vuole fare e quindi è imprevedibile. Di conseguenza stare dalla sua parte è come fare un giro sulle montagne russe, continuare a seguire la sua politica invece rischia di danneggiare l’Italia e l’Unione Europea. Ma spiegarlo ai fan italiani di Putin, che credono ancora sia un benefattore dell’Italia è impresa difficilissima.