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Così il governo M5S smentisce la Raggi sui rifiuti e la discarica

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Il ministero dell’Ambiente pone fine alla supercazzola della Giunta Raggi (e dei suoi piccolifàns) sui rifiuti a Roma. Un pool di tecnici del ministero retto dal M5S Sergio Costa ha ieri comunicato alla sindaca ha messo nero su bianco che è l’amministrazione di Virginia Raggi, con la Città metropolitana, a dover sfornare un atto politico che indichi quali siano le aree «idonee», nel territorio di Roma e provincia, a ospitare una nuova discarica.  E questo in barba ai mesi di propaganda virtuale e politica del MoVimento 5 Stelle che voleva far passare la Regione Lazio come colpevole di inazione perché non si assumeva la responsabilità politica di indicare i siti.

Il ministro smentisce la supercazzola della Giunta Raggi sulle discariche

Facile comprendere il calcolo politico dietro la scelta di dare la colpa alla Regione: chi indicherà le aree per la discarica si prenderà la responsabilità politica delle proteste della zona e, insieme, quelle che derivano dalla decisione di aprire una discarica a livello nazionale. Una sentenza del tribunale amministrativo del Lazio aveva indicato alla Regione la possibilità di indicare un suo sito anche se il Comune era inadempiente ma, scrive oggi Il Messaggero,  su richiesta del pool di Costa, la direzione Rifiuti del Ministero, guidata da Mariano Grillo, ha detto che la Città metropolitana, quindi Raggi, dovrà chiarire le sue scelte con un atto politico, prima che si esprima definitivamente la Regione. E adesso sarà difficile per i grillini romani affermare che il loro ministro ha torto.

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Il tutto accade mentre la situazione di “normalità emergenziale” della città fa rispuntare tante fotografie di cassonetti da cui trabocca immondizia (e con l’estate la situazione può soltanto peggiorare) mentre il paradosso dei romani che pagano le tasse più elevate d’Italia – nonostante i clamorosi sconti della Giunta Raggi – è ancora lì, a dimostrare che la situazione è disperata, ma non seria.

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La tariffa rifiuti nelle grandi città (Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2018)

La discarica ad Aprilia

Nel maggio scorso la Raggi, ospite di Porta a Porta, sosteneva che fosse la Regione a dover indicare quali impianti da sbloccare: “La Regione non ha approvato un piano rifiuti dal 2012. Altri impianti del Lazio sono pieni e ora ci dicono che non possono prendere più i rifiuti di Roma. Così i cubi prodotti dagli impianti di Roma si accumulano. La soluzione immediata è quindi che la Regione sblocchi tutte le richieste di autorizzazioni che ha in piedi”. E poi aggiungeva: “Sento molta indignazione per come siamo arrivati qui Abbiamo ereditato un sistema fallato. Non lo dico io o il M5s ma il governo con una lettera, l’11 aprile. Il Governo dice che il sistema della gestione della Regione Lazio è sottodimensionato. E lo dice anche un’azienda, oggi, la Rida di Aprilia, che spiega come la Regione Lazio deve autorizzare lo smaltimento. La Regione deve solo rispondere”.

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La Raggi quindi non era contraria ad usare una discarica per il problema dei rifiuti di Roma: le bastava usare quella di Aprilia che la Regione avrebbe dovuto autorizzare per permettere alla città di continuare a risolvere la questione monnezza sulle spalle del resto del territorio laziale. Ora però il ministero ha spiegato che la responsabilità politica se la dovrà prendere lei.

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