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Le fregnacce di Di Maio sul PD “partito di Bibbiano”

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Oggi nella sua intervista al Corriere della Sera il vicepremier Luigi Di Maio ha dichiarato che il suo partito «non farà mai alleanze con il partito di Bibbiano». Ora la cosa la si potrebbe chiudere qui, in fondo il M5S ha giurato e spergiurato che non si sarebbe mai alleato con un partito della casta o con quelli che sono stati al governo con Berlusconi, e sappiamo bene come è andata finire. Ma nel caso di Bibbiano la vicenda giudiziaria è molto delicata, sono coinvolti dei minori, si parla di presunti abusi. È lecito strumentalizzare il dolore di molte famiglie solo per attaccare il Partito Democratico?

Perché il PD non è “il partito di Bibbiano”

È vero, nell’inchiesta sono coinvolti alcuni sindaci del Partito Democratico. Ma le accuse a loro carico non riguardano i presunti abusi ma solo alcuni illeciti amministrativi commessi ad esempio nell’affidamento delle sale dove si svolgevano le sedute con gli psicologi oggetto dell’inchiesta. Dire che il PD è il “partito di Bibbiano” è come dire che il M5S è il partito dello scandalo Lanzalone o dell’affaire De Vito. Se non fosse altro per il rispetto della presunzione d’innocenza degli indagati (non è ancora iniziato il processo) bisognerebbe utilizzare maggior cautela.

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Fonte: Il Corriere della Sera del 18/07/2019

Ma al M5S il garantismo interessa solo quando sono i suoi esponenti accusati di abuso d’ufficio, che è precisamente il reato contestato al sindaco Andrea Carletti. Ma al M5S non sembra interessare che venga fatta giustizia, cosa che di solito avviene nelle aule di tribunale, e non nelle piazze dove qualche giorno fa alcuni esponenti del MoVimento hanno celebrato una specie di rito collettivo/processo popolare direttamente a Bibbiano.

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Il MoVimento ha deciso di strumentalizzare l’inchiesta di Bibbiano per attaccare il Partito Democratico, facendo passare l’idea che nel PD siano in qualche modo tutti complici e che abbiano tutto l’interesse a insabbiare la vicenda. Un po’ come nei deliri complottisti del Pizzagate americano dove Hillary Clinton e altri esponenti del Partito Democratico USA venivano accusati di ogni sorta di nefandezza e crimini sui minori.

Che cosa significa “parlare di Bibbiano”?

Qualche giorno fa ad esempio il vicepresidente del Senato (e quasi dottoressa) Paola Taverna si diceva sorpresa dal fatto che di Bibbiano sui giornali non si parlasse più ipotizzando che la ragione fosse che “erano coinvolti esponenti del PD”. Il che, tra l’altro, getta fango sulla categoria dei giornalisti. Ma questa per il MoVimento non è una novità. Si potrebbe chiedere cosa dovrebbero raccontare i giornalisti su un’indagine che è ancora in corso e su cui è stato raccontato tutto quello che era possibile raccontare. Di Bibbiano non si parla, o meglio se ne parla meno perché non c’è più nulla di nuovo da dire. Questa è l’unica verità. Ma se il M5S avrà la grazia di spiegare cosa vuol dire “parlare di Bibbiano” gliene saremo tutti grati.

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L’apice forse è stato raggiunto quando l’ex deputato Alessandro Di Battista ha pubblicato un post in cui si lamentava della scarsa copertura mediatica su Bibbiano (in effetti manca giusto il plastico di Bruno Vespa a Porta a Porta). Risulta che il Dibba al momento svolga la professione di reporter, può quindi benissimo andare a Bibbiano a fare interviste, inchieste, video, filmati e scoprire così la verità. Per la verità oltre all’iniziale copertura giornalistica, quando Bibbiano era ancora una notizia fresca, ci sono state decine di puntate di approfondimento di trasmissioni televisive che sono andati a intervistare genitori delle presunte vittime e papà e mamme cui erano stati tolti i figli. Ed in effetti si potrebbe chiedere proprio a Di Battista che chiede di “parlare di  Bibbiano” per mettere in luce la logica del profitto ad ogni costo che cosa ne pensa dei finanziamenti fatti dal suo partito alla Onlus al centro dell’inchiesta. Soldi onesti, senza dubbio. Ma perché non parlarne?

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Il MoVimento 5 Stelle non ha saputo fino a qui spiegare quale sarebbe l’utilità di “parlare di Bibbiano” ogni giorno a qualsiasi ora. Una spiegazione dovuta visto che – che coincidenza – il ministro della Giustizia è un esponente del M5S. Significa forse che i pentastellati non hanno fiducia nella Magistratura? Oppure la hanno solo quando viene assolto un loro sindaco? Secondo il Partito Democratico le dichiarazioni di Di Maio sono “demenziali” perché «non solo da subito abbiamo denunciato la gravità dei fatti portati alla luce dall’inchiesta della Procura di Reggio Emilia ma è fin troppo ovvio che, qualsiasi sia l’esito dell’indagine rispetto alle responsabilità di un sindaco accusato di abuso d’ufficio, accostare a fatti gravissimi l’identità del PD è un atto irresponsabile e falso». Motivo per cui «il PD ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela per diffamazione e richiesta di risarcimento danni in sede civile». Chissà se a quel punto il M5S accetterà di parlare della questione, in tribunale.

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