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Pizzagate: come le fake news e un tizio che credeva alle bufale hanno provocato una sparatoria a Washington

@Giovanni Drogo|

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Cos’è il Pizzagate, il complotto inventato su 4Chan

L’accusa mossa a Hillary Clinton e al direttore della sua campagna elettorale John Podesta (il cui account gmail è stato hackerato e leakato su Wikileaks) riguarda il fatto che quella pizzeria di Washington D.C. era il centro di un circolo segreto di pedofili tutti appartenenti ovviamente al Partito Democratico USA. La storia, sorprendente quanto falsa, è stata usata nei mesi scorsi da molti sostenitori di Trump ed è stata pubblicata su molti siti della destra americana per dimostrare come Hillary (che ricordiamolo, secondo altre teorie del complotto ha seppellito i cadaveri delle persone fatte uccidere dal marito) fosse in realtà il male incarnato e risente degli echi sulle leggende urbane delle élite che sentono di poter fare tutto quello che vogliono (e volendo anche dello scandalo esploso lo scorso anno in Regno Unito sulla cerchia di pedofili appartenenti al partito conservatore). Ed è stato proprio a partire dal leak delle mail di Podesta che alcuni utenti di 4Chan hanno iniziato a inventare la storia del coinvolgimento di alcuni importanti esponenti del Partito Democratico nel racket della prostituzione minorile e nel traffico di bambini da “usare” per soddisfare le voglie perverse di alcuni potenti pedofili (che ovviamente finanziavano la campagna elettorale della Clinton). La storia è stata riportata a fine ottobre con il titolo “

Uno dei tanti thread su 4Chan attualmente dedicati al Pizzagate

via BuzzFeed.com

L’inarrestabile successo delle Fake News

Man mano che la storia si ingrossava la Clinton veniva accusata anche di riciclaggio di denaro e i siti neofascisti della cosiddetta alt-right americana continuano tutt’ora a riferire che la polizia di Nye York e l’FBI hanno compiuto numerose perquisizioni a casa dei Clinton trovando ancora ulteriori prove del coinvolgimento dell’ex Segretario di Stato nello scandalo. Ma FBI e NYPD hanno sempre smentito di avere indagini in corso sulla Clinton, soprattutto in merito a questa vicenda. Anche dopo l’elezione di Trump la macchina di produzione della fake news non si è fermata, BuzzFeed infatti riferisce che ora alcuni account Twitter che in precedenza hanno fatto campagna elettorale per Trump ora si dedicano ad estrapolare fuori dal contesto alcuni passaggi delle mail di Podesta per dimostrare che effettivamente il Pizzagate è reale. Si arriva così all’uomo arrestato domenica al Comet che pare abbia dichiarato alla polizia che il suo intento era proprio quello di svolgere alcune indagini personali sul Pizzagate all’interno del locale. La fake news, la storia inventata da 4Chan e ingigantitasi grazie al sostegno dei siti vicini ai repubblicani ha travalicato da tempo la dimensione internettiana e ha iniziato ad animare detective fai date desiderosi di fare giustizia. Sicuramente il Pizzagate non è stato fondamentale, in sé e per sé, per l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, ma è innegabile come il sistematico ricorso alle fake news possa contribuire a generare un clima di sospetto e paranoia utile alla diffusione di certi messaggi politici. In Italia l’esempio più recente è la rivolta di Piero Pelù (e di molti altri cittadini) che hanno chiesto nei seggi che venisse dimostrato che le matite copiative erano effettivamente indelebili. La storia, come ricorderanno alcuni, si è originata in occasione delle scorse elezioni politiche e anche Beppe Grillo  nel 2013 invitava gli elettori a ciucciare la punta della matita per assicurarsi che fosse indelebile ed evitare quindi che i poteri forti potessero mettere in atto dei brogli.