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Pizzagate: come le fake news e un tizio che credeva alle bufale hanno provocato una sparatoria a Washington

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Domenica un uomo di 35 anni è stato arrestato dalla polizia dopo che entrato armato con un fucile d’assalto all’interno del ristorante Comet Ping Pong nei sobborghi di Washington e aveva aperto il fuoco sparando qualche colpo in aria fortunatamente senza ferire nessuno. Non si è trattato però del solito episodio di lone gunmandi uomo armato che imbraccia il fucile per andare a farsi giustizia da solo per le strade d’America magari causando una strage. Il Comet Ping Pong infatti non è un locale qualsiasi ma è il centro fittizio di un altrettanto finto scandalo emerso durante la campagna per le presidenziali USA: il pizzagate.
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Cos’è il Pizzagate, il complotto inventato su 4Chan

L’accusa mossa a Hillary Clinton e al direttore della sua campagna elettorale John Podesta (il cui account gmail è stato hackerato e leakato su Wikileaks) riguarda il fatto che quella pizzeria di Washington D.C. era il centro di un circolo segreto di pedofili tutti appartenenti ovviamente al Partito Democratico USA. La storia, sorprendente quanto falsa, è stata usata nei mesi scorsi da molti sostenitori di Trump ed è stata pubblicata su molti siti della destra americana per dimostrare come Hillary (che ricordiamolo, secondo altre teorie del complotto ha seppellito i cadaveri delle persone fatte uccidere dal marito) fosse in realtà il male incarnato e risente degli echi sulle leggende urbane delle élite che sentono di poter fare tutto quello che vogliono (e volendo anche dello scandalo esploso lo scorso anno in Regno Unito sulla cerchia di pedofili appartenenti al partito conservatore). Ed è stato proprio a partire dal leak delle mail di Podesta che alcuni utenti di 4Chan hanno iniziato a inventare la storia del coinvolgimento di alcuni importanti esponenti del Partito Democratico nel racket della prostituzione minorile e nel traffico di bambini da “usare” per soddisfare le voglie perverse di alcuni potenti pedofili (che ovviamente finanziavano la campagna elettorale della Clinton). La storia è stata riportata a fine ottobre con il titolo “Pizzagate: How 4Chan Uncovered the Sick World of Washington’s Occult Elite” e dopo essere uscita da 4Chan è stata ripresa in diversi thread su Reddit prima in quello dedicato a Donald Trump e successivamente in un subreddit apposito (r/pizzagate)  che è stato successivamente bannato dal sito. L’investigazione di 4Chan è andata davvero a “fondo” nella vicenda: sono stati trovati testimoni che hanno raccontato di essere sopravvissuti al Pizzagate (che va avanti da parecchi anni), luoghi dove potrebbero essere stati nascosti i corpi delle vittime uccise per paura che parlassero, testimoni che hanno lavorato al servizio dei potenti politici di Washington coinvolti e così via.

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Uno dei tanti thread su 4Chan attualmente dedicati al Pizzagate

Craig Silverman, editor di BuzzFeed ha ricostruito in parte il modo in cui questa fake news è uscita da 4Chan ed è stata presa per vera e utilizzata come arma per attaccare la Clinton e il Partito Democratico durante le ultime fasi della campagna. Poco prima del voto dell’8 novembre infatti anche le agenzie di stampa italiane riferivano che la Clinton era sotto indagine dell’FBI per motivi ancora non del tutto chiari ma riguardanti il cosiddetto emailgate (ovvero la vicenda dei server utilizzati dalla Clinton quando era Segretario di Stato). In questo contesto è stato possibile far circolare la notizia di un’altra indagine del Bureau che questa volta era invece legata alla vicenda di altre presunte email (quelle di Podesta) e al rapimento di minori utilizzati per orge alle quali – asserivano convintamente alcuni siti dell’estrema destra americana – pure la Clinton aveva partecipato. L’atmosfera era quella giusta quindi per dare lo spin alla notizia ed è bastato che qualcuno raccogliesse tutti i finti indizi sulla Clinton (compresa una finta testimonianza di una fonte anonima che confermava che la Clinton era sotto indagine per pedofilia) per dare vita alla fake news.

Perché proprio la pizza e perché proprio il Comet?

Ma cosa c’entra il Comet Ping Pong? Come spiega la BBC James Alefantis, il titolare del ristorante, è un elettore iscritto al Partito Democratico che ha anche contribuito alla raccolta fondi per sostenere le campagne di Obama e della Clinton (che però non conosce di persona). Proprio per questo motivo Alefantis compare nelle mail di John Podesta dove viene menzionato tra i sottoscrittori della campagna della candidata Dem. A questo aggiungete che da sempre per 4Chan l’acronimo C.P. che sta per Child Porn viene generalmente traslato in Cheese Pizza, il fatto che Alefantis fosse titolare di una pizzeria di nome Comet era un’occasione troppo ghiotta dal momento che si poteva suggerire che Comet Pizza in realtà fosse una degli altri possibili mascheramenti di Child Porn e quindi una chiara indicazione ai pedofili (e agli Anon che hanno sempre giocato sulle ambiguità lessicali dell’acronimo) che il locale era un luogo “amico”. In seguito all’uscita della bufala del pizzagate sono state ovviamente trovate altre “numerose prove” che dimostrano l’esistenza di un legame tra Alefantis, il suo locale e uno svariato numero di potenti pedofili. Il Comet Ping Pong e i suoi dipendenti hanno subito diverse minacce via Internet, dal momento che venivano considerati corresponsabili del presunto e inesistente sfruttamento di minori a scopo sessuale. Qualcuno è anche andato da Alefantis a chiedergli conto delle affermazioni completamente inventate sul suo conto.


Anche il numero delle presunte vittime dell’accolita di pedofili rimanda ad un altro meme di 4Chan, nei documenti inventati infatti si fa riferimento a “più di novemila” bambini e bambine entrate a far parte contro la loro volontà del giro di pedofilia del Comet.
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via BuzzFeed.com

L’inarrestabile successo delle Fake News

Man mano che la storia si ingrossava la Clinton veniva accusata anche di riciclaggio di denaro e i siti neofascisti della cosiddetta alt-right americana continuano tutt’ora a riferire che la polizia di Nye York e l’FBI hanno compiuto numerose perquisizioni a casa dei Clinton trovando ancora ulteriori prove del coinvolgimento dell’ex Segretario di Stato nello scandalo. Ma FBI e NYPD hanno sempre smentito di avere indagini in corso sulla Clinton, soprattutto in merito a questa vicenda. Anche dopo l’elezione di Trump la macchina di produzione della fake news non si è fermata, BuzzFeed infatti riferisce che ora alcuni account Twitter che in precedenza hanno fatto campagna elettorale per Trump ora si dedicano ad estrapolare fuori dal contesto alcuni passaggi delle mail di Podesta per dimostrare che effettivamente il Pizzagate è reale. Si arriva così all’uomo arrestato domenica al Comet che pare abbia dichiarato alla polizia che il suo intento era proprio quello di svolgere alcune indagini personali sul Pizzagate all’interno del locale. La fake news, la storia inventata da 4Chan e ingigantitasi grazie al sostegno dei siti vicini ai repubblicani ha travalicato da tempo la dimensione internettiana e ha iniziato ad animare detective fai date desiderosi di fare giustizia. Sicuramente il Pizzagate non è stato fondamentale, in sé e per sé, per l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, ma è innegabile come il sistematico ricorso alle fake news possa contribuire a generare un clima di sospetto e paranoia utile alla diffusione di certi messaggi politici. In Italia l’esempio più recente è la rivolta di Piero Pelù (e di molti altri cittadini) che hanno chiesto nei seggi che venisse dimostrato che le matite copiative erano effettivamente indelebili. La storia, come ricorderanno alcuni, si è originata in occasione delle scorse elezioni politiche e anche Beppe Grillo  nel 2013 invitava gli elettori a ciucciare la punta della matita per assicurarsi che fosse indelebile ed evitare quindi che i poteri forti potessero mettere in atto dei brogli.