Economia

Mentre Di Maio litiga con Salvini in Italia aumenta la disoccupazione giovanile

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Cosa succede quando il Governo si blocca per mesi perché c’è da battere in lungo e in largo il Paese per fare campagna elettorale (prima le regionali in Abruzzo e Sardegna, poi le europee)? Succede che il Paese va avanti senza un governo. O meglio: non va avanti. Ad esempio capita che il Ministero dello Sviluppo Economico si dimentichi di vigilare e lavorare sui tavoli di crisi e quindi di troviamo da un giorno all’altro 1800 disoccupati per la crisi di Mercatone Uno e 430 persone a rischio licenziamento perché Whirlpool ha deciso che gli accordi sottoscritti sei mesi fa sono carta straccia (tanto nessuno controlla).

Cosa dice l’ISTAT sul tasso di disoccupazione giovanile in Italia

E non finisce qui. In attesa di vedere gli effetti di Quota 100 (ricordate quando Di Maio prometteva sarebbe stata un moltiplicatore dei posti di lavoro?) le cattive notizie arrivano dall’ISTAT. L’Istituto nazionale di statistica ha pubblicato oggi i dati provvisori circa l’andamento dell’occupazione ad aprile 2019. Le notizie non sono quelle che speravano dalle parti del Governo dove hanno ben altro a cui pensare. Perché mentre Di Maio e Salvini si telefonano per promettersi fedeltà eterna, mentre Conte va in conferenza stampa a parlare del nulla per venti minuti il Paese “va avanti”.

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«Dopo il consistente aumento di occupazione registrato a marzo – scrive l’ISTAT – ad aprile 2019 la stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente; anche il tasso di occupazione rimane invariato al 58,8%». Un tasso di occupazione che ci dice che siamo al penultimo posto in Europa, appena prima della Grecia e ormai staccati dalla Spagna. Già questo dato basterebbe a smontare la retorica salviniana che in questi giorni ha scoperto che il problema dell’Italia è il lavoro (o meglio la mancanza di) e che sostiene che per far ripartire il Paese bastano cose come i minibot o fare miliardi di debito aggiuntivo.

Il mercato del lavoro è fermo, colpa dei governi precedenti alla Fase 2?

Nonostante il Decreto Dignità, nonostante il Reddito di Cittadinanza (che dovrebbe servire proprio ad aumentare l’occupazione) il mercato del lavoro in Italia rimane fermo. Un anno di governo del Cambiamento è riuscito nella non facile impresa di non migliorare una situazione che doveva e poteva essere migliorata. E così mentre secondo fonti di Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Conte  valuta “positivamente il fatto che dopo la sua conferenza stampa di ieri i leader delle due forze di maggioranza siano tornati a parlarsi” gli italiani si guardano intorno e si interrogano se sia meglio gioire perché due che dovrebbero lavorare per noi sono tornati a parlarsi o se sia il caso di iniziare a preoccuparsi perché quando Di Maio e Salvini si parlano le cose rimangono le stesse.

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A soffrire di più sono i giovani. Scrive l’ISTAT che «ad aprile si stimano andamenti diversificati per età: tra i 15-34enni si registra un calo del tasso di occupazione e un aumento del tasso di disoccupazione e di inattività. In particolare, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni sale di 0,8 punti percentuali, attestandosi al 31,4%». Anche qui siamo il fanalino di coda dell’Unione Europea (ma sicuramente ora basterà cambiare le regole della statistica assieme ai trattati). Eurostat dice ad aprile la Grecia ha segnato il tasso più alto (38,8% a febbraio), seguita dalla Spagna (32,7%). Ma come, Quota 100 avrebbe dovuto favorire il ricambio generazionale e tutte quelle belle cose? A quanto pare per ora i risultati non si vedono. Il mantra del lasciateli lavorare, assume un significato molto più amaro. Perché con un mercato del lavoro sostanzialmente fermo è una consolazione che almeno Luigi Di Maio e Matteo Salvini un’occupazione ce l’abbiano ancora. Se ieri sera fosse caduto il governo ci saremmo dovuti occupare pure di loro.

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