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Di Maio non va più alla Festa dell’Unità

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Luigi Di Maio dà forfait alla Festa dell’Unità. Nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi di una partecipazione del ministro del Lavoro e dello Sviluppo alla kermesse del Partito Democratico e la notizia aveva scosso a più riprese una parte del partito (i renziani), arrabbiata anche per la presenza di Ivano Marescotti, attore che aveva annunciato di aver ritirato il suo voto al M5S. Infine è arrivato il diniego, come racconta oggi Il Fatto, a causa del rifiuto a dibattere con Carlo Calenda:

Andrea De Maria, organizzatore dei dibattiti politici della Festa, commenta: “Di Maio ha rifiutato il confronto. Ufficialmente per un possibile viaggio all’estero il vicepresidente si è detto non disponibile a partecipare al dibattito a Ravenna. Ne prendiamo atto. Ma abbiamo l’impressione che non sia gradito un confronto con un nostro esponente autorevole che avevamo pensato sui temi del lavoro e del decreto dignità, che lunedì si vota alla Camera”.

Il segretario Dem Maurizio Martina oggi in un post su Facebook ha invitato Di Maio a rispondere pubblicamente sul decreto dignità non tanto al Pd ma ai lavoratori che stanno perdendo il lavoro per via delle nuove regole e della reazione delle imprese. “Venire alla Festa sarebbe stata una occasione per cominciare a farlo. Ovviamente non avremmo consentito un comizio in solitario”, spiega De Maria.

ivano marescotti

I Dem avevano immaginato un confronto tra Luigi Di Maio e il suo predecessore al ministero dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che si era già detto disponibile a farlo. Oppure con Teresa Bellanova, l’ex viceministra al Mise, per parlare di Ilva. Rimane ancora valido l’invito al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli per la Festa di Bologna, sempre che non si sottragga anche lui.

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