Fact checking

La trasparenza “quanno ce pare” di Di Battista sul lavoro nero e le Iene

Alessandro Di Battista sapeva del fatto che le Iene erano a conoscenza del lavoratore assunto in nero nell’azienda di famiglia di cui è socio. Ma in nome del principio della trasparenza pentastellata non lo ha detto a Filippo Roma perché lui “non gliel’ha chiesto”, ma quella delle Iene era una trappola proprio per stanare il Dibba

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Le Iene hanno mandato in onda ieri sera la famosa intervista in cui Vittorio Di Battista, padre dell’ex deputato pentastellato, ammette che nella sua azienda ha lavorato una persona assunta in nero. Per cercare di smorzare l’effetto dello scoop di Filippo Roma nei giorni scorsi Alessandro Di Battista aveva pubblicato un video dove “anticipava” il contenuto del servizio spiegando che lui questa cosa la sapeva già  «perché quando sono usciti degli articoli diffamatori nei confronti dell’azienda di famiglia sono andato dall’avvocato con mio padre per vedere se ci fosse la possibilità di fare determinate azioni legali. Quando sono tornato in macchina ho chiesto a mio padre se fosse tutto a posto e lui mi ha detto no. E poi mi ha confessato del dipendente in nero».

La trasparenza quanno ce pare di Alessandro Di Battista

Stranamente però Di Battista questa cosa che sapeva già, ovvero che nell’azienda di cui è socio al 30% ci fosse un lavoratore in nero, non l’ha detta alle Iene e a Filippo Roma quando sono andati ad intervistarlo proprio sulla situazione della Di.Bi.Tec SRL. Dopo aver intervistato il padre di Dibba Filippo Roma è andato ad intercettare il leader degli onesti all’uscita dagli studi Mediaset. La domanda è semplice: «ma quando io sono venuto da te l’altra sera, tu già lo sapevi, perché non me l’hai detto?». L’ex deputato infatti ha ammesso candidamente che la faccenda del lavoratore in nero l’ha saputa «la mattina del giorno in cui mi hai intervistato tu».


In quell’intervista, nella quale si parlava proprio dell’azienda dei Di Battista non del viaggio esperienziale in Sud America, Di Battista però ha deciso di tacere la vicenda del lavoratore in nero. Lo ha fatto per un motivo che poco a che fare con l’onestà intellettuale e soprattutto con la trasparenza. A Filippo Roma il Dibba spiega che non ne ha parlato «perché non me l’hai chiesto». Ma allora,  incalza Roma, «grazie alla mia non-domanda stavi per farla franca» perché se le Iene non avessero fatto la domanda a Vittorio Di Battista la notizia del lavoratore in nero non sarebbe venuta fuori. L’ex deputato del M5S infatti ha rivelato ai suoi fan di Facebook l’esistenza di questo lavoratore in nero quando le Iene avevano già girato l’intervista al padre e quindi la notizia stava per diventare di dominio pubblico.

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Invece di ammettere di aver taciuto la verità ad un giornalista (un collega, visto che lui fa reportage per il Fatto Quotidiano) Di Battista prova a cavarsela con una battuta «per la prima volta le Iene non sapevano una cosa e l’ha detta mio padre alle Iene». Le cose però non stanno così, le Iene sapevano che l’azienda di famiglia aveva un lavoratore in nero, altrimenti come avrebbero potuto fare la domanda al padre? Allo stesso quando la sera è stato intervistato da Filippo Roma Di Battista sapeva che il padre era già stato intervistato dalle Iene e cosa gli avevano chiesto. Questo ovviamente lo sapeva anche Roma, che per questo motivo ha scelto di non fare la domanda per vedere se Di Battista avrebbe deciso di seguire la strada della trasparenza o quella della trasparenza quanno ce pare. Di Battista ha scelto la seconda opzione, salvo rendersi conto (oppure già pensando di farlo) in seguito di essere caduto in una “trappola” che avrebbe messo in dubbio la sua onestà. Ecco perché ha deciso di fare il video su Facebook per anticipare le Iene e dare l’impressione di essere quello che dice le cose anche se non gliele chiedono anche se in realtà non è affatto così.

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