Economia

Decreto Rider: finalmente Di Maio si è ricordato della promessa di un anno fa

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A metà settimana dovrebbe tenersi il Consiglio dei ministri, l’ultimo prima della pausa estiva, che potrebbe approvare il decreto legge sulla scuola, rinviato la scorsa settimana, e, soprattutto, il decreto voluto da Luigi Di Maio con le tutele per i rider e interventi sulle crisi d’impresa.

Decreto Rider: finalmente Di Maio si è ricordato

Era il 4 giugno 2018, all’indomani del giuramento del governo Conte, quando il ministro dello Sviluppo e del Lavoro nonché vicepremier apriva il tavolo con i rappresentanti sindacali dei fattorini delle consegne a domicilio:  «Il simbolo – disse – di una generazione abbandonata che non ha tutele e, a volte, nemmeno un contratto». Poi è stato il momento di passare ai fatti, e qui il piatto ha cominciato a piangere. Prima con il decreto dignità (giugno 2018), quando ha cercato di inserire una «clausola rider» per far rientrare i fattorini tra i lavoratori subordinati con contratto a chiamata. Una clausola ritirata, anche per far fronte alle minacce delle aziende attive nel mercato, tra queste Foodora, di andarsene dall’Italia. Da quel momento qualche incontro, molte proteste dei rider e nessuna parola ufficiale di Di Maio sulla vicenda.

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Ora, fa sapere il ministero dello Sviluppo, prima della pausa estiva è pronto il decreto su ‘Tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali” che potrebbe arrivare sul tavolo del Cdm prima della pausa estiva. La bozza, di 15 articoli, è pronta e contiene anche tutele per i rider e un rafforzamento di quelle per gli iscritti alla gestione separata Inps, oltre alla possibilità di fare donazioni al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili e una proroga al 31 dicembre degli Lsu in attesa di stabilizzazione. Previsti anche interventi per le aree di crisi di Isernia e di Sicilia e Sardegna.

Le misure per i rider nel decreto di Di Maio

Secondo il decreto si prevede che basti una mensilità di contribuzione nell’ultimo anno, anziché le attuali tre, per beneficiare della cosiddetta dis-coll, maternità e congedi parentali e dell’indennità di malattia e ricovero ospedaliero. Questa indennità viene aumentata al 100%, producendo un incremento anche di quella per malattia.

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Tra le misure per i rider si dovrebbe prevedere copertura obbligatoria Inail e un mix tra paga oraria e cottimo, che non subirebbe quindi uno stop totale. La paga in base alle consegne deve però essere “in misura non prevalente”, mentre si riconoscerebbe la paga oraria a condizione che, per ogni ora si accetti “almeno una chiamata”. Un tentativo la maggioranza l’aveva già fatto nelle scorse settimane, nel corso dell’esame al Senato del decreto Cultura. In quella sede la relatrice Loredana Russo (M5S), aveva presentato un emendamento poi giudicato inammissibile per estraneità di materia, sulla falsariga di quanto già proposto in primavera con il decreto crescita, che introduceva una “tutela del lavoro tramite piattaforme digitali”, prevedendo tra l’altro la copertura Inail per “i lavoratori impegnati in attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano” e su “due ruote”. La proposta, prima di essere espunta, era stata però corretta sempre dalla maggioranza, con un testo firmato da entrambi i capigruppo, Massimo Romeo (Lega) e Stefano Patuanelli (M5S), che ora entrerebbe, di fatto, nel nuovo decreto che potrebbe arrivare sul tavolo dell’ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva, già in settimana, o essere rimandato alla ripresa dei lavori a settembre.

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