Economia

La decrescita del Sud e la mazzata finale dell'Autonomia leghista

neXt quotidiano|

decrescita sud mazzata autonomia

Prima gli italiani, certo. Ma prima il Nord, sempre e comunque. L’Autonomia differenziata che porta 15 miliardi in più al Nord e sottrae 3,3 miliardi al Sud dove tanti hanno votato Lega potrebbe costituire la mazzata finale per il Meridione d’Italia, già funestato da decrescita e spopolamento. Il Messaggero oggi cita il rapporto dello Svimez:

Nel 2019, dice ancora la Svimez, il Pil del mezzogiorno calerà dello 0,3% mentre il resto del Paese crescerà dello 0,3% aumentando la divaricazione che, «all’interno di un paese fermo porta il Mezzogiorno in recessione». E se dovessero scattare le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento dell’Iva dal prossimo anno, sarebbe ancora una volta il Mezzogiorno a pagarne il prezzo più alto: meno 0,41 punti in termini di crescita, contro i meno 0,3 del Nord. Aumenta anche il gap occupazionale del Sud rispetto al Centro-Nord. Nel 2018 «è stato pari a 2 milioni 918 mila persone, al netto delle forze armate».

decrescita sud mazzata autonomia
I conti dello Svimez sulla decrescita al Sud (Il Messaggero, 2 agosto 2019)

La soluzione non può essere l’autonomia differenziata. No, dice la Svimez, a soluzioni «per parti» che contengono i germi della contrapposizione territoriale e favoriscono gli opposti rivendicazionismi. A fronte dei dati diffusi sul Mezzogiorno, ha detto il leader della Cgil Maurizio Landini, «progetti come l’autonomia differenziata, che puntano ancora di più ad aprire divari sociali e territoriali, vanno respinti con decisione». Di scenario «molto preoccupante»,ha parlato la segretaria della Cisl Annamaria Furlan. Carmelo Barbagallo della Uil, ha sottolineato «l’assenza di politiche di sviluppo». Mentre Paolo Capone dell’Ugl ha chiesto al governo «nuovi investimenti»

Leggi anche: Come Salvini tenta di fregarvi con la zingaraccia