Opinioni

Perché i potenti hanno bisogno di essere criticati

Uno dei grandi problemi della democrazia in Italia è l’assenza di una voce che urli “Il Re è nudo”. Berlusconi era circondato da una pletora di adulatori per rendersi conto che la sua immagine presso gli Italiani si stava deteriorando: da industriale simpaticamente “puttaniere”, a satiro che scaricava i costi dei suoi vizi sui contribuenti assegnando cariche prestigiose e ben retribuite ad olgettine. Stessa cosa è capitata a Renzi: da simpatico guascone toscano a ballista degno di infima stima. D’altra parte come potevano rendersi conto del cambiamento in corso? Sempre circondati da opportunisti leccaculisti, percepivano poche voci critiche: giornali sempre filogovernativi, comici di regime sempre pronti a leccare il deretano ai potenti di turno, giornalisti televisivi capaci di essere ancora più indecenti e cortigiani. L’unica voce di dissenso è stata per lungo tempo rappresentata da Grillo che, in un certo senso, faceva le veci del buffone di corte. Nell’antichità, il buffone era l’unico che poteva dire la verità al Principe, e così Grillo, anche se in modo grottesco e surreale, ha offerto una narrazione plausibile della realtà. È paradossale che la critica in Italia sia stata garantita, in un certo senso, per almeno un decennio da un comico.

 

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In effetti, in Italia manca una procedura “sociale” accettabile per capire cosa pensano di noi le persone con cui abbiamo a che fare. Non abbiamo l’incontro post lavoro a base di sakè dei Giapponesi, non abbiamo più le sfide stornellifere toscane, non utilizziamo più il carnevale come strumento per poter dire scomode verità. L’assenza di feedback riguarda tutte le figure professionali, compresa, ovviamente, quella di noi insegnanti. Sicuramente i nostri studenti creano con le nostre figure leggende e mitologie . Mi ricordo che quando ero studente, assieme ai compagni di classe, avevamo trasformato la “povera” Professoressa d’Italiano in una figura mitologica neo-nazista che, stile alieni di visitors, si nutriva di topi vivi….Ma adesso sono io dall’altra parte della cattedra. Di me cosa pensano gli studenti? E’ molto difficile capirlo leggendo i questionari che gli studenti compilano dopo gli esami… una volta, grazie alla goliardia, agli studenti era consentito, fra lazzi e sberleffi, di far arrivare direttamente la loro opinione al docente. Ma la goliardia, purtroppo, non esiste più. Riesco a farmi un’idea di quello che i miei studenti pensano di me, solo quando, con classi in cui sono in ottima sintonia, organizzo la pizzata di fine anno scolastico. La birra rende più sciolte le lingue, ci sono meno remore ad esprimere le proprie opinioni, e se mi fanno un regalo, in genere, pur essendo ironico, è molto indicativo …. Qualche anno fa mi hanno regalato un completo BDSM con tanto di manette leopardate. Una critica più o meno velata al mio modo di fare esami…secondo loro molto vicino a quello applicato dalla Santa Inquisizione.

 

grillo ponte morandi genova - 3

Questo anno mi hanno fatto pervenire come regalo il guanto del potere di Thanos. Una ferraglia che toccata fa strani rumori e lampeggiando rappresenta il potere di Thanos, un personaggio dell’immaginario dei supereroi Marvel con la fissa di sterminare la metà delle forme di vita che abitano la Galassia…Perché i miei studenti mi hanno accostato a Thanos? Forse, perché, una mia lezione, secondo loro, in media, uccide almeno la metà dei miei uditori? Sicuramente non era questa l’immagine che mi ero fatto dell’effetto delle mie lezioni… però è estremamente utile saperlo per poter migliorare ed offrire ai miei studenti un servizio migliore… Il guanto di Thanos, assieme alle manette leopardate, farà per sempre bella mostra di sé nel mio studio, ma vorrei, per il bene dell’Italia, che si escogitasse un metodo per far sì che i potenti avessero anche loro la possibilità di sentire la pancia del paese, di poter avere anche loro in regalo i “guanti di Thanos” in modo che capissero che la realtà non è quella descritta dagli opportunisti leccaculisti che li circondano.

 

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".