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Il doppio standard di Salvini sui bambini usati per fare propaganda politica

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Matteo Salvini è un ministro ma è soprattutto un papà e come tale ha a cuore il benessere dei bambini. Proprio di tutti. Non solo perché in ogni elettore c’è un bambino che vuole fortissimamente credere a tutte le promesse che il politico di turno gli fa come quando credeva a Babbo Natale. I bambini – non me ne vogliano le madri – vengono utilizzati dalla propaganda politica un po’ come i cani (e Salvini curiosamente posta spesso notizie sul migliore amico dell’uomo) o i gattini; rappresentano il futuro e  l’innocenza e per questo devono essere protetti dai pericoli del mondo esterno. Pericoli rappresentati a vario titolo da pedofili, vaccini, immigrati (ma non bambini immigrati) e docenti boldriniani di sinistra.

Matteo Salvini e il buonsenso dei bambini

I bambini però danno anche tante soddisfazioni: innanzitutto non hanno il diritto di voto quindi la loro opinione conta sì, ma solo fino ad un certo punto. Poi però i bambini alla fin fine sono delle persone (incredibile vero?) capaci di sentimenti e di affezionarsi anche ad un personaggio politico. Soprattutto in questi anni in cui i personaggi politici duellano come eroi dei cartoni animati nelle arene televisive. Ieri ad esempio Matteo Salvini ha mostrato, con l’orgoglio proprio di uno che ha toccato con mano cosa vuol dire essere un papà, il tema scritto da Tancredi, un bimbo di nove anni di Padova.

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Nel tema dal titolo “Un incontro emozionante” il bimbo Tancredi racconta di quella volta che ha incontrato il suo idolo. Ovvero Salvini. Non Matteo, non Matteo Salvini, Salvini, scritto proprio così. «Un uomo saggio, simpatico e gentile: il migliore» scrive Tancredi, e non abbiamo motivo di dubitare che per lui Salvini sia proprio così. A dire il vero non abbiamo motivo di dubitare che si tratti di un tema – quindi di un compito portato in classe – e non di un racconto scritto sul diario.

Quando la Lega chiedeva di licenziare la maestra “anti-Salvini”

Ora è chiaro perché Salvini ha postato la foto del tema di Tancredi: viene descritto come un personaggio sensazionale, con parole semplici dirette, che capirebbe perfino un bambino. Inoltre è la dimostrazione che i bambini amano Salvini. E Tancredi non è il solo, basta leggere i commenti al post per trovare la signora che racconta della pronipote dodicenne che confida a Salvini che «in occasione della tua venuta in Franciacorta, ed orgogliosissima della foto scattata con te, mi disse: “sai zia che nella mia classe votiamo tutti Salvini?”».

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Qualcuno si è scandalizzato, chiedendosi se magari Tancredi è vittima della propaganda in famiglia e quindi il tema in realtà riflette le opinioni dei genitori. Ma non è importante, un po’ perché ai bambini piace compiacere gli adulti un po’ perché in fondo a Tancredi non è chiesto di capire le implicazioni economiche delle politiche sovraniste portate avanti da Salvini. Magari a Tancredi piace la cosa delle felpe, ha una passione per le ruspe oppure è affascinato dal modo con cui Salvini si pone con le persone. Tutte indubbie doti di un leader politico che piacciono ad adulti e piccini.

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Ma torniamo al tema di Tancredi. Nessuno nella Lega ha detto una parola contro l’insegnante che ha assegnato quel compito. E hanno fatto bene perché se l’obiettivo del lavoro era quello di raccontare un incontro emozionante la maestra non ha certo alcuna responsabilità. A parti invertite però, quando uno studente delle medie aveva scritto la domanda “come facciamo a cacciare Salvini?la Lega era insorta, prima contro la docente “colpevole” (ma era una bufala) di aver assegnato quel compito. Poi i leghisti – consiglieri regionali, non simpatizzanti -hanno accusato la professoressa di non aver controllato che tutti gli studenti avessero cancellato quella domanda. Infine qualcuno se l’è presa con i genitori “zecche” che inculcano certe ideologie cattive nella testa dei bambini innocenti. Salvini dice che quello di Tancredi è un “tema”, termine che in genere viene utilizzato per i componimenti scritti in ambito scolastico.

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Come mai quando un bambino scrive che Salvini “è il migliore” è da lodare pubblicamente (un tema ben scritto, non c’è che dire) e nessuno si chiede se la maestra avesse dovuto evitare di politicizzare un compito scolastico, mentre se qualcuno scrive che Salvini non gli sta simpatico deve essere spedito nei campi di rieducazione? Com’è che la politica non deve entrare nelle scuole solo quando si scrivono cose che non sono gradite al potente di turno? Quando nelle classi si fanno lavori sul “gender o sullo Ius Soli si strumentalizzano i bambini, ma quando Matteo Salvini posta il tema di un bambino per fare un po’ di propaganda invece è tutto normale.

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