Fact checking

Cosa succede quando una bufala «finta» viene presa per «vera»

Oggi la Presidente della Camera Laura Boldrini ha sferrato un altro colpo nell’offensiva contro bufale e fake news. La Boldrini è tornata infatti su una delle numerose notizie false che sono state inventate per diffamarla: la storia di sua sorella “Luciana” che gestirebbe addirittura “340 cooperative che si occupano di dare assistenza agli immigrati“. Una bufala bella è buona visto che – come ha precisato oggi Laura Boldrini, sua sorella non si chiamava Luciana, ma Lucia e non si è mai occupata di assistenza ai migranti ma di restauro. Cosa ancora più importante, e che rende ancora più dolorosa quella bufala, è il fatto che Lucia Boldrini è morta a 47 anni diversi anni fa e prima che la Boldrini entrasse in politica.

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La bufala della sorella di Laura Boldrini

Se gli sciacalli che volevano “aiutare” la Boldrini

In un post su Facebook la Presidente della Camera ha definito “personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti” coloro che hanno inventato e diffuso questa notizia falsa (senza contare che la donna che accompagna la bufala non è nemmeno la sorella della Boldrini ma l’attrice Kyrsten Ritter). C’è però una cosa strana in tutta questa vicenda: la bufala in questione – che è in circolazione dal luglio 2016 – non è stata prodotta e messa in circolazione da una delle solite paginette fascio-gentiste che tanto ammorbano l’Internet con le loro bufale ma da una pagina di giente honesta che prende in giro le suddette pagine. Gli autori sono quelli della (defunta) pagina Avanguartia Nera che aveva la pretesa di fare il verso alla ben più nota Avanguardia Nera animata dall’onnipresente “Fond. Mauri”.
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La paginetta in questione, animata da ironici antigentisti (cosa che aiuta anche ad identificare l’area politica di riferimento), aveva lo scopo di mettere alla berlina le bufale sulla Boldrini (ed infatti ne ha prodotte in gran numero). In questo caso però, nonostante ci fossero alcuni indizi che potevano aiutare a comprendere che si trattava di una bufala “falsa” (il nome sbagliato, il watermark di Avanguartia Nera, la foto di un’attrice e il numero esagerato di cooperative) in molti ci hanno creduto e l’hanno condivisa prendendola per vera. Questo nonostante diversi siti di cacciatori di bufale avessero scritto che si trattava di una notizia falsa spiegando il trucchetto della pagina. Inoltre, nonostante questo articolo di David Puente dove l’autore denunciava il pericolo di siti di questo genere dove la “trollata” veniva presa per vera la pagina è andata avanti a pubblicare contenuti fino all’inizio di quest’anno quando è stata cancellata. Certo, le altre bufale sulla Boldrini non hanno avuto lo stesso successo perché non sono riuscite – per fortuna – a colpire nel segno e a far indignare le persone che già erano propense a credere che la famiglia Boldrini ci guadagnasse dei bei soldi con il business degli immigrati.

Laura Boldrini presa di mira dai gentisti

Non è certo un segreto infatti che l’attenzione di Laura Boldrini per l’accoglienza nei confronti dei migranti sia stata spesso duramente criticata non solo dai gentisti di Facebook (vignettisti inclusi) ma anche da diversi esponenti politici preoccupati dall’invasione organizzata dai Poteri Forti per sostituire la popolazione italiana. Teorie come queste hanno trovato posto anche all’interno di programmi televisivi considerati “autorevoli”. Il terreno insomma era – ed è – fertile.
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Succede però che ad insultare la sorella della Boldrini e ad alimentare il clima d’odio nei confronti della Presidente della Camera non siano i soliti noti ma i raffinati ed ironici esperti di trolling, quelli che credono di stare facendo “esperimenti sociali”, che pensano che in questo modo si combatta la piaga del bullismo online nei confronti della Boldrini o che sperano che la produzione di bufale “innocue” possa servire per vaccinare gli utenti contro le bufale vere rendendoli più attenti a ciò che condividono. In Italia abbiamo preclari esempi di questo modo di fare, un misto tra la ricerca di attenzioni e il porsi come maestri di comunicazione in personaggi come Ermes Maiolica/Leonardo Piastrella e Gian Marco Saolini (quest’ultimo definito “avvelenatore di pozzi” da Enrico Mentana). Il problema è che gli utenti che condividono bufale per definizione non sono molto attenti ai dettagli e che certe “finezze” stilistiche sono più inside jokes che solo il pubblico già vaccinato può cogliere. Per tutti gli altri il post di Avanguartia Nera è stato come un qualsiasi post di Avanguardia Nera, e chi già era disposto a credere a qualsiasi nefandezza si scrive sulla Boldrini non ha badato tanto al fatto che la sorella si chiamasse Lucia o Luciana  o che 340 cooperative fossero un po’ troppe per una persona sola. Succede quindi che a diffamare pesantemente Laura Boldrini siano state persone – ignote come ignoto è l’admin della vera Avanguardia Nera – che invece volevano contrastare la piaga degli insulti contro di lei. Ma davvero si può pensare che sfornare continuamente “finti” meme gentisti contro la Boldrini contribuisca a “rasserenare il clima”? Ci diranno che in fondo la colpa è degli utenti che condividono senza leggere, ma quando sfrutti quel meccanismo per farti una risata con gli amici alle spalle di “webeti” e “utonti” e la cosa ti sfugge di mano finisce che la Presidente della Camera ti inserisce nel novero degli sciacalli e dei personaggi senza scrupoli e diventi così come il vero Fond. Mauri. Ne valeva la pena?