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Cosa può succedere oggi in aula al ddl Zan

E arrivò il giorno del ddl Zan in Senato. Forse. Oggi, martedì 13 luglio, il testo del disegno di legge per contrastare l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo dovrebbe varcare le soglie dell’emiciclo di Palazzo Madama per dare il via libera alla discussione tra i vari gruppi parlamentari. Occorre, però, parlare ancora al condizionale visto che…

Matteo Renzi Matteo Salvini Alessandro Zan Ddl Zan respinte le pregiudiziali entro martedì emendamenti

E arrivò il giorno del ddl Zan in Senato. Forse. Oggi, martedì 13 luglio, il testo del disegno di legge per contrastare l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo dovrebbe varcare le soglie dell’emiciclo di Palazzo Madama per dare il via libera alla discussione tra i vari gruppi parlamentari. Occorre, però, parlare ancora al condizionale visto che la Lega ha già promesso l’ennesima barricata che potrebbe bloccare, di nuovo, il testo in Commissione Giustizia. Il Carroccio (dopo le proposte emendative avanzate da Italia Viva dieci giorni fa), punta tutto su un tentativo di accordo in extremis per chiedere le modifiche al testo già approvato alla Camera lo scorso autunno. Insomma, il voto è a rischio.

Ddl Zan, cosa può succedere oggi nell’Aula del Senato

“Oggi alle 15 si prosegue con la discussione in Commissione, poi si va in Aula dove la presidente Casellati mi chiederà se ho una relazione, io riferirò in base a quanto svolto, negli ultimi giorni e anche nelle ultime ore”. Così il leghista Andrea Ostellari, ad AdnKronos, ha delineato la prima tappa di oggi. Poi, il tutto dovrebbe trasferirsi nell’emiciclo del Senato per l’avvio della discussione. Ma solo se non sarà trovato un accordo in extremis tra i partiti in Commissione Giustizia. Un tentativo già fallito la scorsa settimana, ma che vuole essere il nuovo grimaldello della Lega per scardinare il testo della legge. E non finisce qui. Il quotidiano La Repubblica svela tutte le mine sulla strada della legge.

“Per il ddl Zan si presenta a Palazzo Madama un terreno minato, tra commissione, l’arena dell’aula, la conferenza dei capigruppo. Se il blitz del ritorno in commissione non riesce, la destra presenterà le pregiudiziali di costituzionalità”.

La mediazione delle 15

La reale consistenza di questo tentativo di mediazione è ancora tutta da verificare. Sta di fatto che oggi in Aula ci saranno i due Mattei. Da una parte quello della Lega, dall’altra quello di Italia Viva. Salvini prosegue la sua battaglia contro il disegno di legge. Lo ha fatto anche ieri dalla Calabria, quando ha dichiarato: “Una legge che lo stesso Santo Padre chiede di modificare. Il problema non è Salvini o Renzi, ma sono le libertà, la libertà è un bene primario”. In realtà Papa Francesco è in altre faccende (di salute) affaccendato, quindi il riferimento del leader del Carroccio è scorretto visto che quella nota delle polemiche rappresenta solamente una parte del Vaticano.

Renzi, invece, prosegue la sua polemica a distanza con Fedez: “Se si va a scrutinio segreto Calderoli arriva e presenta mille emendamenti, la discussione inizia la settimana prossima, poi c’è l’ostruzionismo. Queste cose non è semplice spiegarle a Fedez, perché Fedez parla di cose che non conosce. Il problema non è mica Fedez, ma chi ha eletto Fedez nuovo capo della sinistra. Me lo ricordo Fedez quando insultava Giorgio Napolitano, e qui da Napoli gli mando un pensiero affettuoso. Se si vuole trovare un accordo si trova, se si vuole andare alla conta per fare contenti quelli che vogliono dire di avere la bandierina, tenetevi la bandierina, ma poi se si va sotto sapete la colpa di chi è”.

(Foto IPP/Paolo Lazzeroni)