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Fin dove arriva l'accordo tra Italia Viva e Lega per le modifiche al ddl Zan

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Modifiche ddl Zan

Da una parte c’è Matteo Renzi che indossa le vesti del salvatore della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. Dall’alta c’è Matteo Salvini che parla di “ideologia” che il Partito Democratico dovrebbe mettere da parte affinché possa essere approvato il testo. È questa la sintesi di quello che – anche se i due partiti smentiscono fermamente – ha tutti i contorni di un “accordo” per le modifiche ddl Zan presentate da Italia Viva. Quattro punti di vista differenti rispetto al testo originario del disegno di legge già approvato alla Camera dei deputati lo scorso autunno. Ma PD e MoVimento 5 Stelle non ci stanno e chiedono a gran voce di procedere con il testo della legge originale.

Modifiche ddl Zan, il patto tra Italia Viva e Lega per cambiare il testo

Le modifiche proposte da Italia Viva riguardano i punti già contestati da Forza Italia e Lega nel recente passato. Si tratta degli articoli 1, 4 e 7. Insomma, Matteo Renzi e i suoi parlamentari spingono per trovare un accordo sulla modifica del testo originale e andare incontro alle richieste avanzate dagli altri due partiti che compongono l’attuale maggioranza parlamentare (oltre a PD e M5S). Questi ultimi due, però, non sembrano avere alcuna intenzione di apportare quelle “correzioni” al ddl Zan.

Nella sua intervista rilasciata oggi al quotidiano La Repubblica, il leader di Italia Viva smentisce un accordo con la Lega di Matteo Salvini. Anzi, ribalta la situazione indossando le vesti dell’uomo che non vuole sabotare la legge, ma quelle del politico responsabili che, con le modifiche ddl Zan, vuole evitare trabocchetti.

“Se andiamo sotto su un emendamento a scrutinio segreto, questa legge è morta e ne riparliamo tra anni”.

Secondo Matteo Renzi, le tempistiche per l’approvazione del testo potrebbero essere molto rapide, nonostante un percorso che dovrebbe ricominciare daccapo, partendo dal Senato per poi tornare di nuovo alla Camera e poi, di nuovo, a Palazzo Madama. Ma dopo l’approvazione a Montecitorio dello scorso autunno, la strada sembrava essere già in discesa. Fino al punto in cui si è arrivati oggi. Ma da IV il fronte è comune, come testimoniano le parole di Scalfarotto e Faraone a il Corriere della Sera che chiedono un cammino condiviso e un’unione d’intenti tra tutti i partiti della maggioranza.

I numeri in Aula

L’accordo sugli emendamenti, dunque, appare evidente e Italia Viva – sempre attraverso le parole del suo leader – ha aperto al Centrodestra anche per l’accordo sul futuro Capo di Stato. In attesa di dirimere accordi politici sotto e sopra i banchi del Parlamento, i numeri del ddl Zan al Senato sono molto poco rassicuranti per la futura approvazione della legge. Come riporta La Repubblica, infatti, al momento a favore ci sarebbero 141 senatori (75 M5S, 38 PD, 8 gruppo Per le Autonomie, 6 Leu e 14 del gruppo Misto); contrari in 135 (64 Lega, 51 Forza Italia e 20 Fratelli d’Italia). Una distanza esigua resa ancor più traballante dal ruolo di Italia Viva che con i suoi 17 voti ancora non certi, sposterebbe – e non di poco – gli equilibri. Poi mancano altri parlamentari del gruppo Misto che ancora non hanno preso una posizione netta. E il voto sarà a scrutinio segreto.

(Foto IPP/Gioia Botteghi)