Cultura e scienze

Come Porta a Porta e il Tg2 pompano la propaganda di Salvini (a spese nostre)

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Il dubbio che la Rai non si stia comportando in maniera imparziale in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria effettivamente c’è. Tant’è che c’è chi parla apertamente di violazione della par condicio e annunci esposti all’AgCom. La pietra dello scandalo di oggi è lo spot di Porta a Porta andato in onda ieri su Rai 1 durante Juventus-Roma di Coppa Italia. Ma non è tutto, perché ci si mette in mezzo anche il Tg2 a trazione sovranista.

Dopo l’errore del programma di Vespa ecco le dimenticanze del Tg2 di Sangiuliano

Nel lancio del programma di Vespa si è visto Salvini che citofona ad un residente del quartiere Pilastro di Bologna, poi alcuni spezzoni di un comizio in cui il leader della Lega spiega perché votare per il Carroccio. Tutto senza contraddittorio, ma per Bruno Vespa si tratta di un semplice errore della redazione del programma che verrà corretto già questa sera. Il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, membro della commissione di vigilanza Rai, ha chiesto di «valutare se non ricorrano gli estremi non soltanto per la richiesta di riequilibrio, sebbene manchino poche ore all’apertura delle urne, ma anche di sanzioni nei confronti dei responsabili».

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Ma non è l’unico episodio “strano”. Ieri mentre tutti i giornali raccontavano del blitz di Salvini al Pilastro con citofonata alla famiglia di presunti “spacciatori tunisini” il Tg2 di Gennaro Sangiuliano sceglieva di non dare spazio alle proteste, comprese quelle fatte dal presidente del parlamento tunisino. Non solo: nell’edizione delle 13 il solito servizio enfatico sulla campagna elettorale del leader leghista non c’è stato alcun accenno a quanto successo la sera prima a Bologna.

Al solito, era successo anche quando qualcuno aveva fatto notare che il Tg2 aveva oscurato la vicenda Savoini, nell’edizione serale invece al Tg2 si sono ricordati che appena ventiquattr’ore prima Matteo Salvini era andato a fare una sceneggiata a Bologna. Il Tg2, fa notare il deputato di Italia Viva Davide Faraone, però trascura alcuni dettagli che al momento della messa in onda del servizio erano ampiamente noti e di dominio pubblico. La giornalista Maria Elena Spadorcia racconta che «alcuni abitanti gli indicano la casa di uno spacciatore tunisino, lui citofona, si apre una polemica politica e un caso diplomatico perché per il vicepresidente del parlamento di Tunisi questo è razzismo». Nel racconto del telegiornale di Rai 2 si lascia intendere che le polemiche sono pretestuose, perché non c’è razzismo ma solo una battaglia contro “uno spacciatore tunisino”. Peccato che lo spacciatore tunisino non sia tale, visto che si tratta di un ragazzo italiano, minorenne ed incensurato.

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