Politica

Come Di Maio ha imbastito a Grillo la storia della TAV

beppe grillo no tav

Ieri Beppe Grillo ha cominciato la sua sceneggiata per far vedere che a lui dispiace tanto che si faccia la TAV, una sceneggiata necessaria per non diventare impopolare e reggere ancora un po’ il giochino a Luigi Di Maio in attesa di tempi (e leader) migliori e più spendibili dal punto di vista mediatico. Oggi Federico Capurso su La Stampa racconta la telefonata di Di Maio a Grillo con cui il Capo Politico, tesoriere, vicepremier e bisministro del MoVimento 5 Stelle ha spiegato al Garante le motivazioni della sceneggiata imbastita con il premier Giuseppe Conte sull’Alta Velocità:

Il nuovo protagonismo del premier inizia a essere vissuto con fastidio dal leader del Movimento, ma Conte è ancora indispensabile per arginare Salvini. Un concetto che Di Maio ha spiegato anche a Beppe Grillo durante una telefonata servita a chiarire la posizione presa sulla Tav. Scelta sofferta, avrebbe spiegato il giovane capo dei Cinque stelle, ma ancor più «necessaria», per non lasciare a Salvini un pretesto per rompere.

marco travaglio m5s tav

Grillo ammette di essere «molto scontento della situazione che si è venuta a creare», ma capisce anche che «il senso di questa opera inutile lo abbiamo sotto gli occhi tutti quanti: evitare che il Paese smotti ancora di più verso la paura». Una frase, quest’ultima, che i Cinque stelle leggono come inequivocabilmente riferita proprio a Salvini. Tra i parlamentari, però, la delusione è ancora troppo forte. Tutti cercano una boccata d’ossigeno che non c’è. «Ora – spiega il tesoriere Sergio Battelli – non ci resta che arrivare il prima possibile alla pausa estiva, o i nostri parlamentari, di questo passo, non li teniamo in più».

Leggi anche: I contatti con Salvini nel telefonino di Savoini