Opinioni

Claudia Mannino si autosospende dal gruppo M5S

Anche Claudia Mannino si autosospende dal gruppo del MoVimento 5 Stelle. Dopo Giulia Di Vita e Riccardo Nuti anche la terza parlamentare accusata nell’indagine sulle firme false a Palermo nel 2012 decide di lasciare il gruppo parlamentare del M5S per evitare il voto chiesto da Beppe Grillo la scorsa settimana. Per questo è stata annullata l’assemblea congiunta dei deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, inizialmente fissata per le 20:30 di ieri. La riunione, infatti, prevedeva il voto sulla sospensione dal gruppo della parlamentare.
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La Mannino, evidentemente più riluttante rispetto ad altri sulla sospensione, nel messaggio pubblicato ieri ha però scritto qualcosa di interessante: ha segnalato che passerà al Gruppo Misto «sino allo scadere del provvedimento di sospensione stabilito dai Probiviri fissato il 28 maggio». All’epoca il collegio non comunicò che la scadenza della sospensione fosse di sei mesi (il massimo è di 12):
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E inoltre Grillo ha inoltrato richiesta di un altro provvedimento nei confronti dei tre da parte dei probiviri. Che però potrebbero reiterare la sospensione visto che è stata fissata al 17 maggio, davanti al gup Nicola Aiello, l’udienza preliminare a carico di 14 tra i deputati nazionali 5 Stelle, Claudia Mannino, Riccardo Nuti e Giulia Di Vita, parlamentari regionali siciliani, attivisti del movimento e un cancelliere del tribunale di Palermo, coinvolti a vario titolo nell’inchiesta sulle firme false presentate a sostegno della lista grillina per le comunali del 2012 a Palermo. Se l’udienza preliminare dovesse concludersi con il proscioglimento dei tre, questa storia per Mannino, Di Vita e Nuti sarà semplicemente un brutto ricordo. Se arrivasse il rinvio a giudizio, visti i tempi della giustizia italiana i tre dovranno probabilmente abbandonare il sogno della ricandidatura.

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