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La verità di Casalino su Giulia Sarti e Bogdan Andrea

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Rocco Casalino parla oggi con Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera della vicenda di Giulia Sarti e Bogdan Andrea Tibusche, raccontando la sua versione dei fatti:

Secondo Tibusche sapevate sin dall’inizio che era innocente, ma lui è stato un anno sotto inchiesta.
«È falso. Non avevo alcuna certezza su questa storia».

Dice che ha le chat e le registrazioni per dimostrarlo.
«Spero che le renda pubbliche. Ho chiesto anche alla Sarti di fare lo stesso. Mettano tutto a disposizione di tutti e così si capirà chi ha ragione».

Scusi ma non fu lei a suggerire alla Sarti di denunciare il fidanzato?
«No, questo l’ho già chiarito mostrando le chat di quel giorno. Io la invitai ad essere cauta, le spiegai che se non era vero rischiava di finire nei guai. Lei disse che era sicura e decise di andare avanti. Quei giorni li ricordo bene, erano tutti terrorizzati».

Parla di chi non aveva versato i contributi?
«Sì. Noi ascoltavamo tutti, spiegando che se si trattava di un errore non ci sarebbero state conseguenze. Sarti venne da me, disse che era in regola e poteva dimostrarlo. Mi spiegò che poteva essere stato il fidanzato e io la invitai a fare le verifiche. Poi mi annunciò che voleva denunciarlo».

Quindi si arriva al punto:

Tibusche sostiene che fu lui a informarla, inviandole un messaggio.
«È vero. Mi mandò un messaggio per dirmi che la Sarti voleva denunciarlo e lui aveva le prove che stava mentendo».

E lei che cosa fece?
«La mia unica preoccupazione era limitare i danni per il Movimento. Mi occupo della comunicazione, dovevo garantire che venisse fuori la verità. Quindi chiamo la Sarti e le spiego che cosa sta succedendo. Lei ripete che è innocente. E io capisco che è meglio prendere le distanze, però glielo ripeto: stai attenta ad accusare un innocente, devi essere sicura al cento per cento. Altrimenti è un boomerang».

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