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Cosa sono i carotaggi di Gallera sul coronavirus

Ieri ha suscitato molta ilarità l’intervento dell’assessore al Welfare Giulio Gallera in cui ha parlato di fare “carotaggi” perché c’è il fenomeno degli asintomatici da tracciare in Lombardia. Ma vediamo cosa significa esattamente e quando viene utilizzato il termine

Ieri ha suscitato molta ilarità l’intervento dell’assessore al Welfare Giulio Gallera in cui ha parlato di fare “carotaggi” perché c’è il fenomeno degli asintomatici da tracciare in Lombardia. L’assessore ha dato in molte occasioni spettacolo per le sue affermazioni “curiose” durante l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 nella sua regione (basti ricordare il 37,5 “per cento” di febbre o la querelle sull’indice di contagio) ma nell’occasione ha utilizzato un termine tecnico per nulla estraneo alla situazione Posto che in generale il carotaggio è “una tecnica di campionamento adottata durante la ricerca di risorse minerarie nel sottosuolo con perforazione di pozzi o sondaggi, in archeologia, per l’analisi del terreno, per la ricerca del petrolio o altre attività di scavo a scopi di ingegneria civile, e consiste in prelievi di campioni di roccia”, il termine è stato utilizzato anche dagli esperti per spiegare il tracciamento dell’infezione. Per esempio Vittorio Demicheli, epidemiologo e direttore sanitario dell’Ats della città metropolitana di Milano, ne ha parlato in un’intervista al Sole 24 Ore:

Quindi più “si tampona” più emergono nuovi casi?
Fin dall’inizio si è diffusa l’idea che: se non fai abbastanza tamponi non trovi abbastanza casi. E questa polemica non si è mai sopita. Ma oggi siamo i casi nuovi che si determinano sono sempre meno, vengono reperiti occasionalmente. Abbiamo ancora tantissime segnalazioni da parte dei medici di base che, però, spesso non si traducono in tamponi positivi. Va bene, perché vuol dire che hanno sensibilità. Ma i nuovi casi emergono soprattutto perché vengono cercati attivamente. Stiamo uscendo dall’epidemia e la nostra capacità di controllo è molto abbondante rispetto ai casi che ci sono, quindi possiamo seguirli. A breve inizieremo a fare quelli che vengono chiamati “carotaggi”, cioè in pratica tamponi sempre mirati intorno ai casi infetti, ma con un raggio più ampio rispetto a quello applicato finora. Stiamo pensando di allargare i criteri di ricerca. L’idea è di cercare un po’ di asintomatici, proprio perché in questo momento la nostra capacità di tamponare eccede il bisogno. In pratica, se le indagini ci indirizzeranno verso una località, un quartiere o un punto vendita, l’idea è di mappare tutta quella zona o tutto quell’edificio, e non di procedere solo “per contatti stretti”.

test del tampone coronavirus
Ma anche nell’informativa sul test del tampone di Habilita si utilizza il termine per spiegare il tracciamento:

Il test molecolare su tampone è un test squisitamente diagnostico per rilevare la presenza del virus in un preciso istante, utilissimo ad esempio per individuare un soggetto contagioso e sottoporlo immediatamente ad isolamento domiciliare per impedire la diffusione del virus (carotaggio di piccoli focolai). La presenza del virus nelle mucose respiratorie è indice di attività replicativa, quindi l’individuo è altamente contagioso e dovrà essere sottoposto a quarantena domiciliare informando il proprio medico di medicina generale. Un test sul tampone negativo del paziente alla data di esecuzione non significa che il paziente medesimo, soprattutto se particolarmente esposto al rischio d’infezione, non si possa infettare il giorno successivo: per tale motivo è necessario che si utilizzino anche test sierologici complementari per orientare il medico nella diagnosi.

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