Politica

Gallera fa un altro video per spiegare che sul Coronavirus aveva ragione lui (e senza leggere non ci riesce)

L’assessore prima se la prende con quelli in cerca di visibilità perché negli ultimi mesi non sono più sotto i riflettori (è vero, ora è più importante il record di morti in Lombardia rispetto a qualunque altra cosa). Poi legge il sito dell’Università di Padova che lo smentisce sull’indice di contagiosità e nemmeno se ne rende conto

Giulio Gallera non ci sta. Dopo aver spiegato al mondo che bisogna “incontrare due contagiati per ammalarsi di Coronavirus” (è falso) e dopo che il suo video ha fatto ridere il mondo, sulla sua pagina facebook pubblica un altro filmato per spiegare che ha ragione lui. “Capisco benissimo che ci siano blog fatti da pseudogiornalisti in cerca di visibilità per dimostrare che esistono e anche eurodeputati in crisi di notorietà e visibilità che fino a pochi mesi fa erano al centro del dibattito politico cittadino con pagine sui giornali e grandi foto e oggi sono nell’oscurità e quindi cercano l’occasione perché un riflettore sia acceso su di loro. Ma anche questa volta hanno commesso un grande errore”, esordisce l’assessore. Il che è tecnicamente vero, perché da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus lui e il suo presidente di Regione Attilio Fontana sono invece spesso in prima pagina e sulla bocca di tutti più di chiunque altro. Quello che sfugge a Gallera è che sono su queste prime pagine perché sono accusati di aver commesso errori gravissimi che sono costati molte vite alla Lombardia che amministrano. Purtroppo gli pseudoassessori che girano su Internet difficilmente riescono a rendersi conto di essere immersi in una marea di ridicolo. Come quella volta ad Agorà che disse che aveva “approfondito” la legge sugli enti locali (che in quanto assessore avrebbe dovuto invece conoscere…) per scoprire che la zona rossa poteva farla anche la Regione Lombardia.

Poi Gallera dice che l’altro giorno ha cercato di semplificare il concetto di RT e R0 perché il suo compito è quello di spiegare ai cittadini e legge la definizione di RT: “Cos’è l’R0? Un parametro utile a ricordare l’andamento dell’epidemia. Rappresenta il numero medio di infezioni causate da ciascun individuo in una popolazione. Quindi nel caso R0 sia pari a 1, un singolo malato, potrà infettare una persona, se è pari a 2 potrà infettarne due. Questo era il parametro individuato. Se invece l’R0 fosse uguale a 0,5, lo stesso gruppo di cento individui ne contagerebbe 50 e quindi due individui ne contagiano uno. Questo è il concetto che ho semplificato”. E quindi, sostiene Gallera, “i concetti scientifici sono corretti e sono stati spiegati in maniera chiara”. Il povero Gallera non ha ancora capito quello che ha sbagliato. Nel video ha infatti affermato:  “Dobbiamo continuare su una strada che ci sta portando fortemente verso la diffusione del contagio perché, lo ricordiamo, 0,51 cosa vuol dire? Vuol dire che per infettare me bisogna trovare due persone nello stesso momento infette perché è a 0,50. E questo vuol dire che non è così semplice trovare due persone infette per infettare me”. Mentre tutto quello che ha letto dal sito dell’Università di Padova è vero, quello che ha detto lui è falso. Infatti l’università di Padova usa un esempio intelligente per spiegare come funziona l’indice di contagiosità quando è sotto lo zero. Lui no. Marco Cattaneo, direttore di Le Scienze, ha spiegato su Facebook perché Gallera sbaglia:

marco cattaneo

Lo stesso concetto gli è stato spiegato ieri sera a Stasera Italia da Tommaso Labate del Corriere della Sera, il quale gli ha ribadito che basta una ed una sola persona per infettarne un’altra se viene a contatto con quest’ultima. La parte divertente è che il coraggiosissimo Gallera a Stasera Italia dice che si scusa se si è spiegato male, mentre nel video “in solitaria” su Facebook dice che non ha sbagliato nulla.

Anche Tito Boeri e Roberto Perotti, evidentemente affamati di visibilità come direbbe l’assessore, oggi su Repubblica sono indignati per le fregnacce di Gallera:

Il rifiuto di fare tamponi, lo scempio delle Rsa, le zone rosse mancate sono stati errori tragici, ma altri avrebbero potuto farli, e probabilmente anche i consulenti e i dirigenti delle aziende sanitarie territoriali hanno avuto le loro responsabilità. Ora è diverso: l’affermazione di Gallera è così bizzarra da essere unica al mondo, è persino difficile immaginare come si possa pensarla. Nemmeno Bolsonaro, o Trump con il suo lavaggio dei polmoni con l’alcol, sarebbero riusciti a concepirla. E Gallera non è una persona qualunque: guida (o dovrebbe guidare) la sanità in uno degli epicentri mondiali della pandemia.

Ripetiamo quanto abbiamo scritto in precedenza: Rt è una misura fuorviante, dice come si sta riducendo il contagio, non ci dice quanti contagiati ci sono in giro. La Lombardia può avere un Rt più basso di altre regioni ma una percentuale molto più alta di contagiati, e questo è ciò che conta nel calcolare il rischio di contagio. Anche il direttore dell’ISS Brusaferro è caduto nello stesso tranello, classificando la Lombardia a basso rischio perché ha un Rt basso. Ma un conto è interpretare Rt scorrettamente; un altro è intestardirsi a guidare la lotta al Covid in Lombardia, dopo tre mesi ininterrotti di disastri, avendo dimostrato di non avere capito nulla persino delle nozioni più elementari della trasmissione di un virus.

Ma come fanno i lombardi a reggere ancora uno così?

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