Economia

Banca Carige, il Credito Sportivo in bilico

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Nei giorni scorsi erano circolate ipotesi di nazionalizzazione per Carige, basate sulla possibilità che una soluzione industriale fosse lontana: oggi il Sole 24 Ore in un articolo di Gianni Trovati spiega che quella soluzione è lontana ma ci sono problemi anche intorno all’ipotesi di partecipazione del Credito Sportivo:

Il fabbisogno di capitale che si prospetta per Carige è stimato attorno agli 800 milioni di euro: una cifra che, secondo i piani definiti nei giorni scorsi, verrebbe in parte apportata tramite la conversione del bond subordinato in mano allo schema volontario (32o milioni circa) e in parte attraverso un contributo cash del Fondo interbancario, pari a 200 milioni. La quota restante, almeno in teoria, sarebbe suddivisa tra gli azionisti attuali della banca – famiglia Malacalza in primis -, e due banche pubbliche: Mediocredito Centrale e Credito Sportivo, il cui supporto è considerato parte integrante e indispensabile dell’intero progetto da parte del settore bancario italiano.

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I numeri di Carige (Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2019)

Nel dettaglio, se la partecipazione del primo soggetto appare pressochè scontata (per una cifra attorno ai 50 milioni), qualche incognita in più grava sulla partecipazione del Credito Sportivo. Problemi «tecnici insormontabili», come vengono definiti da alcune fonti Cinquestelle, renderebbero infatti pressochè impossibile il contributo dell’istituto pubblico – posseduto all’80% dal Mef – all’aumento di capitale in particolare sul fronte dell’equity, che appare escluso. Sarebbe invece possibile, almeno in teoria, la sottoscrizione di un subordinato Tier 2, bond che peraltro fa parte del piano di rafforzamento di Carige. Ma non poche perplessità arrivano dal mondo politico, che chiede adeguate garanzie sulla bontà dell’investimento.

Il supporto presunto del Credito Sportivo nell’operazione Carige era stimato nell’ordine dei 150 milioni ma non è escluso che la size del bond possa essere anche più elevata. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se la partecipazione dell’istituto andrà in porto.

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