Economia

Unipol e la soluzione industriale per Carige

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Carlo Cimbri, ceo di Unipol e presidente di UnipolSai, è da nove anni amministratore delegato della galassia di Bologna e ha quasi 30 anni di esperienza nel mondo delle polizze. Dopo l’acquisto di BPER Cimbri rilascia un’intervista al Sole 24 Ore e parla anche di Carige:

Bper sta portando avanti il suo piano. Certo c’è un fatto oggettivo, la compagine azionaria è mutata sensibilmente. E non parlo solo di noi. A esito dell’aumento di capitale la Fondazione Banco di Sardegna avrà oltre il 10% dell’istituto e noi comunque saremo stabili attorno al 20%. Rispetto a un anno fa quando è stato rinnovato il consiglio di amministrazione ci sono stati dei cambiamenti strutturali. Dal punto di vista soggettivo, poi, sono venuti a mancare quegli elementi che ci avevano portato a decidere di restare fuori dal board. Prima avevamo una banca, Unipol Banca, e una partecipazione importante in Bper, il che poteva generare delle situazioni di conflitto di interesse, ora abbiamo solo la partecipazione. Spesso sono gli stessi organi amministrativi che prendono atto del mutamento di contesto.

Avete fatto delle considerazioni in proposito anche sul piano manageriale?
Lasciamo lavorare Vandelli (ceo di Bper, ndr), ora è nelle condizioni migliori per portare avanti il piano industriale. E del possibile interesse di Bper per Carige cosa ne pensa? Credo che in queste situazioni se non si cercano soluzioni industriali di fatto si rimanda solo il problema. L’approdo futuro di Carige, a mio parere, deve essere all’interno di un gruppo bancario. Detto questo, Bper in questo momento ha il suo programma e lo sta portando avanti. Oggi non ci sono le condizioni per fare un’operazione.

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Fonte: Instagram

In prospettiva però Bper dovrà per forza mettersi in gioco in un’ottica di potenziale consolidamento del settore.
È prematuro parlarne. Di consolidamento si discute da tanto tempo e per come è strutturato il settore bancario è un passaggio necessario. Poi, per realizzarlo, bisogna che si creino le condizioni giuste. Indubbiamente c’è bisogno di un’altra grande banca nazionale oltre a Intesa Sanpaolo.

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