Cultura e scienze

Come le medicine alternative uccidono i malati di cancro

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I vari guru della medicina cosiddetta alternativa amano ripetere sempre che la “medicina allopatica” producono più malati di quanti ne curino. In particolare alcuni ce l’hanno con la chemioterapia e spiegano che la chemio, lungi dall’essere una terapia efficace spesso è inutile quando addirittura non essa stessa la causa dei tumori. Meglio quindi curarsi con intrugli “naturali” come limone e bicarbonato, bibitoni detox, rimedi omeopatici o clisteri al caffè. Tutte cose che è provato scientificamente non servono a nulla.

Il primo problema delle medicine alternative: allontano i malati dalle vere terapie

Ma il fatto che siano inutili ai fini terapeutici non significa che non siano anche dannose. Spesso chi si fa sostenitore o difensore del rimedio alternativo del momento per la tal malattia sostiene che “se non altro non ha effetti collaterali“. Al contrario della “medicina ufficiale” le cui terapie e i cui preparati hanno sempre effetti collaterali. Ma anche per le “cure” alternative il rischio zero non esiste. Perché il primo effetto collaterale a cui si espone chi segue le medicine alternative la cui non-efficacia è scientificamente dimostrata è quello di allontanarsi da una reale possibilità di cura. Il drammatico caso del bambino morto perché i genitori hanno “curato” l’otite con l’omeopatia ne è l’esempio più recente. Di fatto quindi ci si espone ad un rischio ben più grande di quello della possibilità degli effetti collaterali di una cura non alternativa.

cancro al seno omeopatia
(Credits: No alle Pseudoscienze via Facebook.com)

Ma la percezione del rischio è in gran parte soggettiva e dal momento che si tratta di valutazioni basate su ragionamenti pseudoscientifici chi li compie si trova in un altro paradigma, quello delle pseudoscienze. Ne sanno qualcosa coloro che hanno provato a spiegare ai genitori anti-vaxx che il rischio di una grave reazione avversa in seguito ad una vaccinazione pediatrica è di gran lunga minore di una complicanza dovuta al contagio da una delle malattie per cui c’è il vaccino.

Lo studio sugli effetti collaterali delle cure alternative per il cancro

Ci sono pazienti che si affidano unicamente alle medicine alternative nella speranza di guarire dal cancro. La colpa non è dei pazienti ma di chi li consiglia in questo percorso terapeutico. Qualche tempo fa è salito alla ribalta delle cronache il caso di Germana Durando, la dottoressa hameriana che curò una malata di cancro con l’omeopatia e che – dopo averne cagionato la morte – è stata condannata in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione. Lo studio Use of Alternative Medicine for Cancer and Its Impact on Survival pubblicato sul JNCI: Journal of the National Cancer Institute prende in esame proprio questa categoria di pazienti. E ha scoperto, come riporta ArsTechnica, che nella manciata di casi (appena 281 tra il 2004 e il 2013) di pazienti che si sono curati esclusivamente con le medicine alternative la possibilità di morire a cinque anni dall’inizio del “trattamento” è dalle 2,5 alle 5,7 volte maggiore che per coloro che si sono curati con la chemioterapia, la radioterapia o la chirurgia.
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Si tratta però di uno studio che non va ad esaminare la vera causa della morte del paziente. E già sappiamo che ci sarà chi dirà che “il paziente sarebbe morto lo stesso” o che “la causa della morte è la malattia, non la medicina alternativa”. Il fatto è che da questo studio, seppur con le sue limitazioni, emerge che le medicine alternative potrebbero essere peggiore del male che vogliono curare. Ci sarà sempre chi, come Eleonora Brigliadori, ci racconterà di essere guarita dal tumore senza la chemioterapia. Ma lentamente e inesorabilmente la ricerca scientifica farà chiarezza sulle bufale inventate dai fautori delle inutili terapie alternative. Il passo successivo sarà farlo capire ai pazienti intervenendo per bloccare e censurare chi li guida nel percorso. La dimensione circoscritta del fenomeno di coloro che si curano solo con le medicine alternative lascia però ben sperare. A discapito della loro rumorosità si tratta davvero di poche persone disposte ad affidare totalmente la propria vita alle pozioni magiche.