Opinioni

Il complotto dei roghi di cassonetti era una bufala

Da qualche tempo Virginia Raggi e il MoVimento 5 Stelle Roma cercano di passare per vittime di complotti per spiegare il flop nella gestione dei rifiuti a Roma. Tra le invenzioni più creative della classe dirigente (ahahah) che oggi amministra (?) Roma c’è il complotto dei cassonetti, che vedrebbe oscure forze che tengono #sottoattacco la città per fare un dispetto alla sindaca. Ieri, però, il complotto dei cassonetti si è trovato di nuovo a sbattere il muso contro la realtà. È stato infatti arrestato il presunto autore dei roghi di cassonetti di viale dei Colli Portuensi: le volanti della polizia lo hanno fermato e identificato l’altra notte dopo che alcuni cittadini lo avevano visto aggirarsi con uno zainetto pieno di carta e accendini nei pressi della scuola dil argo Girolami. A chi lo ha fermato, ha detto, quasi a parziale ammissione, «io odio la carta».

virginia raggi cassonetti

Ora, attenzione a quello che racconta Alessia Marani sul Messaggero:

Adesso gli investigatori procederanno alla comparazione fisiognomica del soggetto inquadrato dalle telecamere e l’aspetto della persona individuata l’altra notte, un 45enne che abita in zona, che vive da solo e appartiene a una famiglia benestante. Pronti a spedire l’informativa in Procura per fare scattare eventuali misure cautelari.

L’uomo, che ha alle spalle piccoli precedenti penali, soffrirebbe di disagi mentali. Anche nella sua abitazione sarebbero stati trovati elementi che farebbero pensare a lui come a un piromane. Ma il dubbio è che non abbia agito comunque da solo e per questo bisognerà verificare se ad “armare” la sua mano non ci siano dietro altri personaggi e altri scopi.

E allora, in attesa delle “indagini” che verificheranno le altre ipotesi, il dato di fatto è uno: come a Ostia, qui ad agire è una persona con problemi mentali, evidentemente fomentata dal fatto che i cassonetti sono sempre pieni (per “merito” di AMA e quindi di Raggi). Anche qui l’ipotesi di complotto cade o è senza prove. Rimane che la città è zozza e Roma paga una delle tariffe più alte d’Italia. Quello non è un complotto, eh? E’ soltanto la verità.

Leggi anche: AMA vuole che i romani producano meno rifiuti ma incassa la tassa più alta d’Italia