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Il complotto dei cassonetti incendiati a Ostia non era un complotto

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Davano alle fiamme i cassonetti e si fermavano a guardare l’arrivo dei soccorsi. Un divertimento per due fratelli di 21 e 19 anni di Acilia iniziato andando in giro in bicicletta e proseguito rubando automobili che prima usavano per commettere furti e poi bruciavano. Dalle indagini dei carabinieri di Ostia che hanno portato all’arresto dei 2 fratelli, per concorso di incendio, furto aggravato, furto in abitazione e ricettazione, è stato accertato che dietro gli incendi iniziati lo scorso ottobre non c’era un disegno criminale ma esclusivamente il divertimento di due piromani individuati grazie all’attività di intercettazione e localizzazione telefonica.

Il complotto dei cassonetti incendiati a Ostia non era un complotto

Al momento ai due fratelli, di origini lituane, sono stati attribuiti oltre 60 incendi di cassonetti dei rifiuti, 8 auto bruciate e il rogo al vivaio di Dragona dello scorso 27 giugno. Un terzo fratello di 19 anni è stato denunciato per ricettazione. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ostia sono partite dopo gli incendi a due automobili e circa 40 cassonetti utilizzati per la raccolta differenziata avvenuti nelle notti dell’8, del 25 e del 26 ottobre scorso. L’attività tecnica ha permesso di scoprire che i due erano inoltre responsabili di furti in esercizi commerciali tra cui il vivaio di Dragona che hanno incendiato dopo aver rubato varie attrezzature per circa 100mila euro di danni.

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I furti venivano commessi con auto rubate nei centri sportivi, sottraendo le chiavi dagli spogliatoi, per strada o in parrocchia. I piromani in un caso hanno infatti rubato l’automobile del parroco dalla chiesa Stella Maris di Ostia. Durante ogni furto, i due si coprivano tra loro: uno era solito rimanere all’esterno del locale preso di mira, informando costantemente l’altro telefonicamente, con un improvvisato gergo militare, su eventuali interferenze esterne che avrebbero compromesso il colpo. I furti si concludevano sistematicamente con l’incendio dell’autovettura utilizzata o addirittura con l’incendio dello stesso locale. Dopo l’arresto sono stati condotti dai Carabinieri della Compagnia di Ostia nel carcere di “Regina Coeli”.

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