Economia

Le buche a Roma: così le #stradenuove di Virginia Raggi paralizzano la Capitale

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Buche, crepe, avvallamenti e voragini caratterizzano le strade di Roma. Qualcuno le paragona a quelle di Aleppo dopo i bombardamenti, la maggior parte è ormai rassegnata all’inevitabile: prima o poi ci si finirà dentro e si finirà per bucare la ruota. O peggio, sfasciare la macchina (o l’autobus). Esattamente un anno fa un accesso agli atti del Codacons aveva rivelato che le pratiche di risarcimento intentate contro il Comune di Roma a seguito di sinistri causati dal dissesto stradale erano (al 31 dicembre 2016) 5188, di questi 1949 sono gli incidenti determinati da buche stradali che hanno portato ad una causa.

Il grande bluff dell’operazione #StradeNuove

Appena insediatasi la giunta guidata da Virginia Raggi aveva promesso che le cose sarebbero cambiate radicalmente. Era stata presentata una miracolosa macchina in grado di tappare automaticamente le buche mentre il Comune varava il grandioso piano #StradeNuove, descritto ovunque come uno dei più grandi successi della Raggi, che ne magnificò la bontà anche durante una puntata di Porta a Porta passata alla storia. Era il 17 marzo del 2017 quando la Raggi annunciò urbi et orbi che l’operazione di “manutenzione ordinaria” delle strade di competenza del Comune di Roma. Roma Capitale aveva stanziato 85 milioni di euro per l’apertura di cantieri in tutta la città.

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L’era delle strade nuove “asfaltate secondo le prescrizioni del Regolamento scavi” era stata annunciata anche dall’araldo pentastellato Paolo Ferrara che nell’agosto 2017 ha iniziato a gettare le basi per la campagna elettorale nel X Municipio.

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Ferrara e la Presidente Giuliana Di Pillo in quel periodo se ne andavano in giro a fotografare cantieri stradali al grido di #DecimoRiparte per far vedere agli elettori la bravura e l’impegno del MoVimento 5 Stelle. Eppure scopriamo oggi che i lavori di manutenzione del programma ‘strade nuove’ vanno abbastanza a rilento: in un anno sono stati realizzati 40 interventi sui 90 previsti.

Le strade a 30 all’ora e le corse degli autobus che non passano per “manto stradale danneggiato”

A giugno invece Mattia Feltri raccontava che sulla Cristoforo Colombo il Comune aveva fatto mettere cartelli con l’obbligo di procedere ad una velocità massima di 30 chilometri orari, col cartello «strada dissestata» proprio a causa del manto stradale sgretolato. E non sarebbe l’unica via con il limite di velocità “ribassato”. Le buche poi, oltre a causare i prevedibili disagi agli automobilisti danneggiano anche il trasporto pubblico. A causa delle buche diverse linee bus sono costrette a variare il percorso.

Il Twitter dell’Atac in questi giorni sembra un bollettino di guerra: “Per dissesto manto stradale in via di Vigna Murata direzione via Laurentina, nel tratto compreso tra via dei Corazzieri e viale Luca Gaurico le linee 702-720-765 in direzione Laurentina e la linea 772 in direzione Carucci da via di Vigna Murata deviano in via dei Corazzieri, viale Gaurico e via di Vigna Murata”.

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Sempre a causa del “dissesto del manto stradale in via Bronte/Castelvetrano la linea 107 in entrambe le direzioni da via Casilina devia in via di Vermicino e via Casilina per dissesto manto stradale in via Bronte/Castelvetrano” mentre la chiusura di via Acilia causa la deviazione in via Cristoforo Colombo. E qualche utente chiede già “quand’è che hanno bombardato”.

Giuliana Di Pillo e i ritardi dovuti alla neve

Tutto questo excursus storico per ricordare che se da un lato è vero che le buche non sono comparse nel 2016 ma sono un problema che Roma si porta avanti da decenni dall’altro ma non si può certo credere che le buche siano comparse per colpa di Burian e del maltempo. Ma si sa, l’amministrazione a 5 Stelle riesce sempre a trovare nei fenomeni atmosferici (vi ricordate le foglie cadute troppo presto per colpa del Niño e le caditoie intasate per colpa del surriscaldamento globale?). Le #StradeNuove durano poco. Già ad agosto dell’anno scorso Roma Today raccontava come in via Tiberio Imperatore fossero comparsi rattoppi su una strada riasfaltata da Italgas in seguito a dei lavori. Oggi è Viale della Primavera a versare in condizioni post-belliche. La Raggi aveva annunciato il successo dell’asfaltatura nel maggio 2017. Ma in realtà ne era stata sistemata solo una parte, giusto quella fotografata dalla sindaca.

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Il problema, come evidenziato da molti cittadini e da molti utenti, è che non basta raschiare via due-tre centimetri di asfalto e stendere il nuovo manto stradale. Perché così facendo le buche ricompaiono dopo poco tempo. Andrebbe invece fatto un intervento “in profondità”, magari rifacendo il la base o la fondazione. Quando poi vengono effettuati dei lavori per accedere ai servizi (ovvero a tubi e cavi che passano sotto la strada) le cose peggiorano perché si procede a fare la classica “toppa” senza rifare la carreggiata.

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Ad esempio oggi sulla via Ostiense sono cominciati questa mattina i lavori di chiusura delle buche più profonde e pericolose. A coordinare i lavori una pattuglia della polizia di Roma Capitale dell’ottavo municipio che all’AGI ammette che si tratta comunque di un ‘rattoppo’,  in quanto il manto stradale è pesantemente compromesso e sarebbe opportuno il totale rifacimento. Nel frattempo l’assessora ai Lavori Pubblici Margherita Gatta lancia un ridicolo “Piano Marshall” anti buche chiedendo ai Municipi di relazionare sullo stato delle strade (ma il Comune non aveva il polso della situazione?). Repentina la risposta della Presidente del X Municipio Di Pillo che incolpa del ritardo nella manutenzione la pioggia, la neve e il ghiaccio della settimana scorsa che hanno provocato l’apertura di “voragini non previste nella gara”.

C’è però chi non ci casca e chiede conto alla minisindaca del bando aggiudicato nel marzo 2017 (un anno fa) che in sei mesi (entro ottobre 2017) avrebbe dovuto risolvere i noti problemi delle voragini nelle strade ad Ostia. Sono passati sei mesi dalla fine prevista dell’intervento dei “Lavori di manutenzione ordinaria, sorveglianza e pronto intervento sulla viabilità di competenza del Municipio Roma X di durata semestrale” e scopriamo che il ritardo è dovuto ad una nevicata.

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