Opinioni

Come Bonafede ha trollato tutti sul tribunale di Bari

Come vola il tempo, nevvero? Quello sul Palagiustizia di Bari fu il primo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri del governo del Cambiamento. Il decreto ministeriale prevedeva lo smantellamento della baraccopoli di giustizia e la sospensione delle udienze e dei termini di prescrizione a Bari fino al prossimo 30 settembre. La velocità con cui l’esecutivo voleva risolvere la questione venne dimostrata quando Bonafede dopo una rapida ricerca di mercato individuò nell’immobile ex Inpdap in via Oberdan a Bari la nuova sede degli uffici del palazzo di giustizia barese. Repubblica però rivelò che a beneficiarne sarebbe stata una società di proprietà di un amico di Gianpi Tarantini e così il ministro, che prima non aveva evidentemente controllato niente, colto in castagna bloccò tutto.

Da allora – era il 14 agosto – sono passati quasi sei mesi e nel frattempo il tribunale di Bari è rimasto solo. da quando è spuntata la prima tenda sul piazzale del foro pugliese (l’ambaradan giudiziario di Bari è iniziato nel 2018 con quella tendopoli della giustizia che da sola bastava a rappresentare un sistema problematico), il legale Filippo Castellaneta ha aggiornato su Facebook il numero dei giorni che passavano, inerti, senza soluzione ferire. E oggi si arriva a 258.  «Quella di Bari è una mia priorità», ripeteva allegramente Bonafede nei giorni del suo insediamento e anche in seguito.

Ora che sono passati altri mesi la “priorità” di Bonafede, nel frattempo diventato famoso per i video-gogna nei confronti dei catturati, è stata finalmente compresa nel pieno delle sue urgenze: una priorità è qualcosa che prima o poi risolveremo ma intanto ne parliamo così la gente non pensa che ce la siamo dimenticata.

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