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Quando Barbara Lezzi raccontava di prendere 14mila euro al mese

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Barbara Lezzi è una delle parlamentari a 5 Stelle finita al centro del caso “rimborsopoli”. Alla senatrice leccese le Iene hanno contestato il mancato pagamento di un bonifico di restituzione da 3.500 euro. Lei si è giustificata dicendo che il bonifico contestato sia stato rifiutato dalla banca. Le Iene invece sostengono che – in base a quanto dichiarato dalla banca dell’esponente pentastellata – in realtà quel bonifico sia stato revocato. Luigi Di Maio ha salvato la Lezzi che non sarà costretta a dimettersi (del resto è capolista in Puglia) e rimarrà nel M5S dopo aver pagato una “penale” versando al fondo tre mensilità.

Quando Barbara Lezzi diceva che era “costretta a versare le sue eccedenze”

Di sicuro il caso della Lezzi non è eclatante quanto quello di altri 5 Stelle sorpresi ad intascarsi anche 100 mila euro di “restituzioni” che avrebbero dovuto versare invece sul conto del MISE per il Microcredito. La Lezzi sostiene di essersi messa in regola con le rendicontazioni (ma da TiRendiconto risulta ferma a ottobre 2017) e rivendica con orgoglio tutte le donazioni fatte nel corso della legislatura. C’è stato un tempo però in cui la Lezzi ricordava agli elettori che «Noi siamo costretti a versare le nostre eccedenze e tutti sanno quanto prendo».

Accadeva durante un comizio a Brindisi. Dal palco la Lezzi ribadiva che il M5S voleva davvero “il risparmio della politica” spiegando che non era vero che i pentastellati prendevano ventimila euro al mese come sostenevano certi “perbenisti buoni a nulla”: «noi ne prendiamo quattordici e chi sa usare il computer può vedere le nostre buste paga. Chi sa usare il computer può leggere i nostri rendiconti». Non sembra quindi corrispondere al vero l’affermazione riguardante il fatto che gli eletti a 5 Stelle si dimezzano lo stipendio come spiegava Alessandro Di Battista a sua mamma. E rimane ancora da spiegare come mai la Lezzi a fronte di una tale disponibilità economica abbia revocato un bonifico da 3.500 euro.

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Le spese di Ottobre 2017 della senatrice Lezzi

Ma c’è di più. Ad esempio chi ha il computer può leggere che la senatrice Lezzi spende oltre duemila euro al mese per l’affitto a Roma e almeno seicento euro al mese per la spesa al supermercato. Si scopre anche che la Lezzi si fa rimborsare oltre mille euro al mese di trasporti. In nome della mobilità sostenibile la Lezzi però nei mesi di settembre e ottobre 2017 ha pagato circa 350 euro al mese di affitto di un’autovettura per la quale ha messo in conto 500 euro di rimborsi chilometrici. Curiosamente i rimborsi chilometrici e per il carburante rimangono una delle voi di spesa più consistenti anche in molti dei mesi precedenti (dove non figura il noleggio della macchina).

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Il dettaglio delle spese di viaggio del settembre 2017

La Lezzi concludeva quel comizio dicendo che «Chi dice il contrario mente, allontanatelo, fate attenzione perché mandano chiunque a ledere l’immagine del MoVimento 5 Stelle». E chissà cosa succederebbe se a ledere l’immagine del MoVimento 5 Stelle non fossero i soliti malintenzionati troll del PD o giornalisti di parte ma quegli stessi deputati e senatori che avrebbero dovuto rappresentare il M5S e i suoi valori.

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