Economia

Banca Etruria, storia di massoneria

Quella di Banca Etruria è da sempre una storia di massoneria. Non ci si deve quindi stupire se la massoneria sia intervenuta per salvare l’istituto di credito di cui Pier Luigi Boschi è stato vicepresidente. Ferruccio De Bortoli non ha alcuna intenzione di mollare l’osso e durante la sua partecipazione a Otto e 1/2 ha scelto con grande attenzione le parole per spiegare i contorni della vicenda che sta mettendo in difficoltà Maria Elena e Renzi.

Banca Etruria, storia di massoneria

Ad esempio De Bortoli ha spiegato ieri sera perché Federico Ghizzoni – e Marina Natale, individuata come la dirigente a cui l’a.d. di Unicredit affidò il dossier Banca Etruria – non abbia confermato (e nemmeno smentito) quanto scritto nel libro “Poteri forti (o quasi)”. È infatti consuetudine per i dirigenti che lasciano gli istituti di credito (così come altri tipi di aziende di grandi dimensioni) firmare un patto di riservatezza che impedisce di parlare degli affari della banca nel periodo in cui hanno lavorato.

ferruccio de bortoli
Pagina 209 del libro di Ferruccio De Bortoli “Poteri forti (o quasi)” (da La Repubblica, 12 maggio 2017)

De Bortoli è anche tornato ad augurarsi l’arrivo della querela di MEB, mentre Vincenzo Zeno Zencovich, uno dei due avvocati che Maria Elena Boschi ha ingaggiato per studiare il caso, parlando a Rai Radio 1 è apparso molto meno deciso a far sfociare la querelle in un’aula giudiziaria: “Se quereleremo De Bortoli? Le cose si valutano, è inutile fare gli annunci. Guardiamo le carte, osserviamo come si chiariranno. Mica ad uno ‘gli scappa’ la querela. Il problema è chiarire le cose come stanno nelle sedi opportune. Secondo me è una tempesta in un bicchiere d’acqua”.

La querela che non è ancora partita

Si potrebbe pensare che dietro l’ansia di De Bortoli ci sia anche un ragionamento: se Ghizzoni e Natale dovessero essere chiamati a testimoniare sul caso, il giudice potrebbe scioglierli dalla clausola di riservatezza e potrebbero così dire tranquillamente la verità, confermando o smentendo quanto scritto nel libro di De Bortoli. Ieri Riccardo Puglisi ha tra l’altro ricordato che MEB sulla vicenda Banca Etruria rilasciò un’intervista a Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera in cui criticò Bankitalia per aver suggerito a Banca Etruria l’aggregazione con la Popolare di Vicenza.

“[…] Se la cosa non fosse così seria, mi farebbe anche sorridere il fatto che alcuni autorevoli esponenti oggi prendano determinate posizioni, pur sapendo che sono le stesse persone che un anno fa suggerivano a Banca Etruria un’operazione di aggregazione con la Banca Popolare di Vicenza. Se fosse stata fatta quell’operazione credo che oggi avrebbero avuto un danno enorme i correntisti veneti e quelli toscani. […]”

ferruccio de bortoli poteri forti
A margine del programma, De Bortoli poi, rispondendo ai cronisti, ha aggiunto: “quella di Banca Etruria è una storia notoriamente iscritta a quell’ambito. Ed è stato dimostrato che in qualche modo la massoneria c’entrava perché sennò il padre di Boschi non sarebbe andato a incontrare Carboni…”. Per l’ex direttore del Corsera in ogni caso “c’è una massoneria buona e una cattiva, mi domando solo perché in questo Paese non se ne parli. In altri Paesi, la massoneria ha un ruolo riconosciuto, è un potere ed è un potere forte. Da noi invece non se ne parla”. E ancora: – “Era noto che Faralli fosse un appartenente alla massoneria toscana. C’è una massoneria – non certo la P2 – che ha avuto indubbi meriti storici. E poi c’è una massoneria di più basso livello, sono questi poteri un po’ occulti. Io mi domando: la massoneria ha in qualche modo condizionato l’erogazione di prestiti che hanno poi portato alle sofferenze? Per esempio secondo Profumo, ex presidente del Monti dei Paschi, hanno avuto un certo ruolo”.

La raffinata “difesa” di De Bortoli

È giusto anche segnalare poi qual è stata la “difesa” di De Bortoli in trasmissione. L’ex direttore del Corriere della Sera ha spiegato che con il suo racconto ha semplicemente spiegato che è normale che un politico si occupi di una banca del suo territorio in difficoltà: sarebbe stato invece curioso se Maria Elena Boschi si fosse disinteressata del dossier Banca Etruria, visto che l’istituto di credito opera nel suo bacino elettorale. Ma proprio per questo, aggiunge De Bortoli, è curioso che MEB  neghi e abbia negato in Parlamento ciò che è normale.
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E oggi intanto La Stampa e il Fatto raccontano che un alto esponente del governo Renzi chiese invece a Banca Popolare dell’Emilia Romagna di intervenire per salvare Banca Etruria prima del decreto di risoluzione delle quattro banche.  «Guardammo il dossier Etruria come ne guardammo altri e decidemmo di non farne niente», dice l’allora presidente di Bper Ettore Caselli a Gianluca Paolucci.